L’amore non ha età. Il sentimento non ha scadenza. Le relazioni non hanno limiti anagrafici, ma per molti, tornare a mettersi in gioco dopo anni di vita di coppia o di delusioni, non è facile. Sì intrecciano paure, il timore di non essere più all’altezza, di non riuscire più a fidarsi, in un era dove i social e le app di incontri talvolta, possono anche rivelarsi estremamente pericolose.
La dottoressa Angela Veltri, psicoterapeuta, afferma infatti che: “Dai cinquanta, dai sessanta anni ancora di più, c’è il desiderio di avere una relazione sentimentale stabile con cui finire il percorso di vita. Il problema è che si ha questo forte desiderio ma si hanno anche tante paure perché si è avuto un passato non sempre felice nel campo delle relazioni […] e anche da ciò che ogni giorno noi vediamo attraverso la televisione, sentiamo alla radio, sui social, di tutti i casi di violenza, i casi di opportunismo economico. Quindi, tutte queste cose spaventano e spaventano sia le donne che gli uomini[…]”.
Da dove ricominciare? Da se stessi
Secondo le parole della dottoressa Veltri, ci sono tre punti focali da analizzare. In primo luogo le esperienze già vissute, di cui bisognerebbe far tesoro per andare avanti e poi, ricominciare da se stessi. “Se una persona ha avuto esperienze difficili in passato, dolorose, il passato deve essere considerato come una bussola, bisogna mettersi in discussione e dire dove si è sbagliato. […] - si aggiungono poi frustrazioni e un senso di fallimento, ma - dobbiamo sempre ricordare che non è un fallimento personale ma è un ‘fallimento’ di coppia, dove le cose non sono andate bene per nessuno. Ma non è personale, non dovrebbe andare ad intaccare quella che è la nostra autostima. […] viviamo in un mondo pieno di contraddizioni, difficile, pieno di paure, paranoie e via dicendo, quindi bisogna selezionare molto. Ma si deve sempre partire da se stessi […]”.
Il secondo punto riguarda la fiducia e la conoscenza: quest’ultima è fatta di frammenti di emozioni contrastanti ed è molto lunga. Non si può pretendere di conoscere perfettamente una persona dopo pochi mesi di frequentazione. Si ha quindi anche particolare difficoltà a farla entrare nel proprio regno. “[…] le persone si svelano lentamente, fa parte della natura umana. Una persona si conosce solamente nella quotidianità”.
Il terzo ed ultimo punto: avere chiare le proprie priorità e desideri per se stessi. La dottoressa sostiene che sì, l’amore può nascere anche al supermercato. Può nascere ovunque e non possiamo saperlo. Se siamo persone realizzate e desideriamo qualcuno accanto a noi che sia ugualmente stabile, è chiaro che gli incontri più autentici nasceranno in ambienti che più ci rispecchiano. Difficilmente in una discoteca dove forse, nessuno ci ascolta davvero.
”Se non si ascoltano le proprie priorità, nascono così le paure”.
E le famose farfalle nello stomaco? Dolcemente irrazionali e tipiche dei primi amori, possono tornare certamente anche più avanti nella vita, ma in un amore più maturo, come detto dall’esperta, lasciano maggiore spazio ad una consapevolezza, ad un’esperienza profonda e autentica.
App di incontri e social: una conoscenza difficile
Come già detto, la conoscenza richiede tempo e attenzioni. E la paura di chi non si conosce, oggi soprattutto, è tanta. La psicoterapeuta specifica poi che: ” […] quando una persona si conosce in chat, si dice solo ciò che è utile, non tutto. Anche perchè quando ci innamoriamo di una persona, ci innamoriamo, parliamoci chiaro, dell’idealizzazione (all’inizio), del mistero […] ed è importante sia per le donne che per gli uomini, dato che viviamo in un mondo di violenza e dove ci sono delle problematiche molto gravi, imparare […] ad essere forti e dimostrare il nostro carattere […]”.
E’ importante mostrare la propria personalità, saper dire di ‘no’, prendersi i propri tempi e soprattutto: saper stabilire i confini. Il confine alle volte può far apparire una persona come fredda o distante, ma in realtà, quella distanza, salva.