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La corsa senza regole della tazzina, Spadafora (Unimpresa): "Presto caffè a 2 euro anche a Roma"

La corsa senza regole della tazzina, Spadafora (Unimpresa): "Presto caffè a 2 euro anche a Roma"

caffe

Ospite in collegamento Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa Lazio

"Negli ultimi il costo delle materie prime è cresciuto del 300%, spese che solo in parte si sono già riversate nei locali. La situazione internazionale, però, unita ai rincari che gravano sulla filiera e sulle attività commerciali ci fanno temere che presto una tazzina di caffè al bar potrà costare fino a 2 euro". A lanciare l'allarme, dai microfoni di Radio Roma News, il vicepresidente di Unimpresa Lazio Giuseppe Spadafora lancia l'allarme su uno dei riti tipicamente italiani che ora però rischia di diventare un piccolo lusso.

Secondo un report del Centro studi di Unimpresa, entro la fine del 2025 il prezzo medio di una tazzina al bar potrebbe toccare quota 2 euro, con un incremento superiore al 50% rispetto al 2020. In cinque anni il costo è già passato da 0,87 a oltre 1,30 euro, con punte a 1,43 in alcune città del Nord: Benevento e Bolzano si paga circa 1,5 euro, mentre Catanzaro a 1,00 euro. Roma non farà eccezione anche se resta, al momento, una città tra le più abbordabili: a meno che non lo si beva seduto ai tavolini di un locale in pieno centro o vista monumenti, il prezzo di un espresso oscilla tra 0.90 centesimi e 1,20.

Il dato certo è che il costo medio della tazzina al bancone si conferma in forte crescita (+19% rispetto al 2021 e +3,4% rispetto al 2024) e alla base di questo aumento ci sono diversi fattori che intrecciano clima, economia e nuove normative. I cambiamenti climatici hanno ridotto i raccolti nei Paesi leader della produzione, come Brasile e Vietnam, responsabili di circa metà del caffè mondiale. Siccità e piogge torrenziali hanno destabilizzato i mercati, facendo lievitare i prezzi del caffè verde fino all’80% nel 2024. Nello stesso anno i futures sull’Arabica e sul Robusta hanno toccato record storici, alimentati anche da fenomeni speculativi.

A pesare sul mercato ci sono inoltre l’aumento dei costi energetici, con la torrefazione sempre più onerosa, e le difficoltà logistiche, aggravate dalle congestioni nei porti e dal rincaro dei noli marittimi. A tutto questo si sommano gli effetti dell’inflazione, che ha fatto crescere i prezzi di imballaggi e manodopera, e le nuove regole europee contro la deforestazione, che obbligano a sistemi di tracciabilità con costi non indifferenti per i produttori. Poi, ovviamente, c'è la speculazione che incide come su un po' tutti i fenomeni inflattivi.

Il mercato italiano, che oggi vale 5,2 miliardi di euro e consuma ogni anno 327 milioni di chili di caffè verde, resta comunque solido e destinato a superare i 6 miliardi entro il 2030. Ma la “tempesta perfetta” in corso non sembra destinata a fermarsi. E la questione diventa inevitabilmente anche politica, tanto che recentemente al Meeting di Rimini, primo appuntamento post vacanziero che per tradizione rilancia sul piano isituzionali i temi salienti del nostro paese, l’amministratrice delegata di Illycaffè, Cristina Scocchia, ha sottolineato che le quotazioni del caffè verde restano altissime, circa 380 centesimi per libra, tre volte la media storica. A incidere anche i dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni dal Brasile, che riducono l’offerta sul mercato americano.

Il risultato, spiega ancora Unimpresa, è un inevitabile scarico dei costi sulla filiera e quindi sui consumatori. Se dal punto di vista economico l’impatto è minimo – il caffè rappresenta meno dell’1% della spesa annuale delle famiglie – dal punto di vista simbolico l’aumento pesa molto perché la tazzina al bar non è solo un’abitudine, ma un rito identitario. Secondo gli esperti, i produttori cercheranno di difendere i margini puntando su capsule e prodotti premium, che garantiscono redditività fino al 60%. Allo stesso tempo si moltiplicano le sperimentazioni con alternative al caffè tradizionale, dai ceci ai semi di dattero. Ma per ora resta una certezza: la corsa verso i 2 euro per espresso sembra sempre più probabile.