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Il KO degli azzurri diventa un caso politico, Abodi: "Calcio italiano da rifondare". Ha ragione? - VIDEO

Il KO degli azzurri diventa un caso politico, Abodi: "Calcio italiano da rifondare". Ha ragione? - VIDEO

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Il Ko degli azzurri diventa un caso politico, Abodi: "Calcio italiano da rifondare"

Ospite in collegamento: Diego Cavaliere, direttore di Gazzetta Regionale

Per la terza volta consecutiva, l'Italia non parteciperà ai mondiali. La disfatta, arrivata dopo il Ko ai rigori contro la Bosnia, ha scatenato un vero e proprio putiferio non solo nel mondo sportivo, ma anche istituzionale. Il ministro dello sport Andrea Abodi è stato granitico: "Il calcio italiano è da rifondare". E sono in tanti a credere che non abbia tutti i torti.

Alla Camera, FdI ha chiesto un’informativa allo stesso ministro Abodi sul "fallimento del calcio italiano". La Lega, dal canto suo, sollecita una "riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC". Le richieste convergono sulla necessità di un intervento strutturale, con l’obiettivo di rilanciare il movimento dopo l’ennesima esclusione.

Le dimissioni di Gravina

Nel mirino delle contestazioni è finito il presidente della FIGC Gabriele Gravina, bersaglio di critiche anche da parte di esponenti di altre discipline, che ha ufficialmente rassegnato le dimissioni. L'ormai ex numero uno del calcio italiano l'ha fatto al cospetto di tutte le componenti del pallone del nostro Paese (Serie A, Serie B, C, Dilettanti, Associazione allenatori e Associazione calciatori) nel corso della riunione tenutasi nella sede della Figc di Roma.

Contestualmente alle dimissioni, Gravina ha indetto le elezioni per il prossimo presidente Federale, fissate per il 22 giungo. Tra i favoriti figurano Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Matteo Marani anche se per la nomina ufficiale bisognerà attendere circa un mese e mezzo. In ogni caso fino alla nomina del suo successore Gravina rimarrà in carica.

Cosa non funziona (più) nel calcio italiano?

Nel dibattito è intervenuto anche Dino Zoff, figura di riferimento del pallone italiano, con parole che fotografano in maniera forse perfetta il disastroso momento che stiamo vivendo: "Non è sfortuna, c'è qualche cosa che non va". E sì perché, mentre l'Italia sta registrando risultati record nelle altre discipline (basti guardare il tennis, la pallavolo, lo sci), nel calcio è un disastro.

E inevitabilmente scende una lacrima se si guardano le immagini di 20 anni fa, quando l'Italia trionfò ai Mondiali del 2006. Cosa è successo dopo? Non ci sono giocatori abbastanza bravi? Non si investe in maniera intelligente?