Un ispettore di polizia di 56 anni, in servizio all’epoca dei fatti nel distretto di San Basilio, è stato rinviato a giudizio con accuse pesanti: corruzione, falso, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo la Procura avrebbe ricevuto utilità personali, tra cui l’uso di un’auto e lavori di ristrutturazione, in cambio di presunte consulenze e favori.
Contestato anche un verbale ritenuto falso per simulare un sequestro e giustificare un debito, oltre a presunti accessi indebiti alla banca dati delle forze di polizia. La difesa respinge ogni accusa, parla di pagamenti regolari e di informazioni fornite solo in modo generico e legittimo. Il processo si aprirà il 27 maggio davanti al tribunale di piazzale Clodio.