Risposte concrete alle varie esigenze. È questo che spesso manca nella gestione quotidiana dei problemi ed è ciò a cui Codacons prova a dare una soluzione, con un progetto che va a riempire un vuoto, un’esigenza. “Insieme oltre le barriere” è un imperativo, un progetto presentato presso la Sala Congressi di Palazzo Rospigliosi realizzato con il sostegno di Amazon e Poste Italiane e che vede il suo fulcro in uno sportello concepito come un punto di riferimento pratico e concreto, accessibile tramite numero verde ed e-mail per assistere persone - adulte e minori - con disabilità.
“Purtroppo i disabili non danno grandi soddisfazioni alla politica e quindi la politica se ne frega, spesso li lascia abbandonati a sé stessi”, racconta ai microfoni di Radio Roma Carlo Rienzi, fondatore e presidente di Codacons.
Chi vive da disabile la città di Roma, conosce bene le difficoltà, le barriere che deve superare, barriere architettoniche e non. Attraverso questo progetto professionisti, legali e psicologi forniranno, quindi, gratuitamente sostegno alle persone che si trovano di fronte a problematiche, con la possibilità anche di segnalare eventuali disservizi che penalizzano le persone con disabilità.
“Vogliamo dare un servizio in più ai cittadini fragili, ai disabili – dice Gianluca Di Ascenzo, presidente Codacons Nazionale -. Abbiamo messo a disposizione di tutti i cittadini uno sportello telematico, uno sportello telefonico per avere informazioni e consulenza non solamente legale. Sapete che l'associazione predilige la tutela legale dei consumatori, ma questa volta offre anche un supporto psicologico per chi ne avesse bisogno”.
Durante l’evento sono stati premiati coloro che contribuiscono ogni giorno con azioni concrete a costruire una società fondata sulla partecipazione attiva di tutti e libera da ogni tipo di pregiudizio.
“Questi progetti sono importantissimi – afferma Edoardo Giordan, medaglia d’oro della Nazionale Paralimpica di Scherma Fiamme Oro, uno tra i premiati -. Noi ci mettiamo sempre la faccia perché se possiamo aiutare qualcun altro a vivere e riprendere tra le mani la propria vita, ben venga. Noi, tramite lo sport e tramite le nostre gesta sportive, aiutiamo i ragazzi che sono chiusi in casa ad uscire fuori e a sfogarsi, a liberarsi come è successo a noi. Ho conosciuto Andrea (gli siede accanto Andrea Jacquier, medaglia d’oro della Nazionale Paralimpica di Scherma Fiamme Oro, premiato anche lui, ndr) pochi anni fa, dopo aver fatto l'incidente: naturalmente stava vivendo quel periodo un po' di rabbia personale e con lo sport si è riscattato”.
“Lo sport mi ha aiutato tantissimo – dice Andrea Jacquier -. Nel momento in cui inizi a fare sport, siamo tutti uguali. È un momento in cui, seduti in carrozzina tiriamo e facciamo sport, siamo tutti uguali. Tra l'altro la scherma, il nostro sport, è uno di quelli per cui i ragazzi olimpici – quelli che fanno scherma in piedi - tante volte hanno la voglia di mettersi in carrozzina con noi, tirano e magari perdono anche i match perché non hanno più il vantaggio, quindi in quel momento siamo tutti uguali”.