Il 2025 è l'anno che ricorda, tra i tanti, l'operaio di 66 anni vittima del crollo della Torre dei Conti, lo scorso novembre. Morire per lavorare non è più accettabile e non lo è neanche subordinare la sicurezza ai costi e ai tempi di produzione.
Servono controlli, prevenzione e cultura perché la vita di ognuno viene prima di tutto, ma con 44.385 denunce nel corso del 2025 e un aumento del 7,2% rispetto all'anno precedente, il Lazio è maglia nera per gli infortuni sul lavoro. A dare questi numeri è la Cgil di Roma e Lazio che riporta gli ultimi dati dell'Inail riferiti al periodo gennaio-dicembre 2025 e da cui emerge un dato in particolare: l'incremento degli infortuni è spinto dalle fasce di età più avanzate. Tra i 65 e i 69 anni, infatti, l'aumento è del 19%.
“Continua la strage nei luoghi di lavoro del Lazio – ha detto alle telecamere di Radio Roma Natale Di Cola, Segretario Generale della CGIL di Roma e Lazio -. I numeri del 2025 sono inquietanti. Aumentano gli infortuni e colpiscono sempre di più lavoratrici e lavoratori che, invece di lavorare, dovrebbero trovarsi in pensione. Continuano ad essere colpiti soprattutto le lavoratrici e i lavoratori che lavorano negli appalti. Serve una risposta da parte di tutti, serve l'intervento delle istituzioni e soprattutto bisogna cambiare questa cultura di fare impresa”.
"Basta alla strage quotidiana nei luoghi di lavoro"
E l'inizio dell'anno non promette bene: si contano già tre persone morte sul lavoro. L'ultima a Guidonia Montecelio lunedì 2 febbraio: un uomo di 57 anni, è rimasto travolto dal cemento durante la pulizia dei silos in uno stabilimento situato in via Sant'Angelo Romano.
Lavoratori e organizzazioni sindacali, quindi, vogliono dire basta alla strage quotidiana nei luoghi di lavoro dandosi appuntamento in piazza.
“Sabato 7 febbraio, saremo in piazza a Colleferro alla manifestazione indetta dalle amministrazioni comunali di Artena e Colleferro per ricordare i morti sul lavoro e per la salute e la sicurezza sui luoghi sul lavoro” conclude Natale Di Cola.
