Ricerca nel Sito

Inceneritore di Santa Palomba: la protesta non si ferma e approda al Ministero (Con Alessandro Lepidini e Fabio Mestici)

Inceneritore di Santa Palomba: la protesta non si ferma e approda al Ministero (Con Alessandro Lepidini e Fabio Mestici)

Inceneritore di Santa Palomba: la protesta non si ferma e approda al Ministero |Arrivo del corteo del 31 luglio all'ingresso del cantiere dell'inceneritore

Nell'ultima puntata della trasmissione A Viso Scoperto, condotta da Matteo Demicheli, si è tornati a parlare dell'inceneritore di Santa Palomba. La mobilitazione dei cittadini non accenna a placarsi, neppure di fronte alla calura estiva, come dimostrato dalla partecipata manifestazione del 31 luglio.

In studio, per analizzare gli sviluppi della vicenda, erano presenti Alessandro Lepidini, coordinatore dell'Unione dei Comitati contro l'inceneritore, e l'archeologo Fabio Mestici.

Le accuse a Gualtieri e la corresponsabilità della Regione

Lepidini ha espresso dure critiche nei confronti del commissario straordinario e sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Secondo il portavoce dei comitati, il primo cittadino si sarebbe sottratto a un reale confronto con le comunità locali, effettuando persino una visita "a sorpresa" al cantiere lo scorso 15 maggio. Viene inoltre denunciata la mancanza di trasparenza nelle consultazioni pubbliche, caratterizzate da tempi dimezzati rispetto alle normative vigenti.

Nel mirino dei comitati c'è anche la Regione Lazio, considerata corresponsabile per aver recepito nei propri piani le scelte della struttura commissariale, ignorando le petizioni popolari e le criticità ambientali di un territorio già gravato da numerosi stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

Il nodo archeologico e il vertice al Ministero della Cultura

Al centro del dibattito vi sono i recenti ritrovamenti emersi durante i lavori. L'archeologo Fabio Mestici ha illustrato l'esito del vertice tenutosi con il Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura e la Soprintendente Speciale di Roma.

I comitati hanno segnalato gravi irregolarità procedurali: gli scavi sarebbero iniziati a febbraio senza la necessaria sorveglianza archeologica, affidata solo a metà aprile. Questa mancanza avrebbe compromesso la lettura di importanti contesti storici. Tra le scoperte figurano un'antica strada basolata (un diverticolo della Via Ardeatina) e, da ultimo, un acquedotto romano emerso proprio nell'area destinata alla fossa di combustione dell'impianto.

Arrivo del corteo del 31 luglio all'ingresso del cantiere dell'inceneritore
Arrivo del corteo del 31 luglio all'ingresso del cantiere dell'inceneritore

La richiesta: stop ai lavori dell'inceneritore e nascita del Parco Archeologico

I rappresentanti dei comitati sottolineano come le norme vigenti impongano il vincolo di tutela su beni lineari di tale rilevanza, rendendo il sito non più idoneo alla realizzazione del termovalorizzatore. Per questo motivo, è stata richiesta al Ministero l'immediata sospensione dei lavori e la documentazione relativa ai saggi preventivi.

L'obiettivo finale espresso dai cittadini è l'abbandono definitivo del progetto industriale dell'inceneritore per fare spazio alla nascita del Parco Archeologico "Ettore Ronconi", valorizzando così il patrimonio storico e ambientale del territorio.

Puntata completa qui - Trovi tutte le puntate di “A Viso Scoperto” qui