Non sempre un’eredità potrebbe essere una grande opportunità economica. A volte infatti, dietro il rifiuto di vendere una casa di famiglia, c’è molto di più. C’è chi non riesce a separarsi da un luogo carico di ricordi o chi vuole evitare complicazioni di natura economico-fiscale.
In una situazione tipo, molto frequente, in cui due fratelli, figli di genitori che hanno ereditato una casa da gestire in comune, cosa può succedere, se uno dei due vuole vendere l’immobile mentre l’altro si rifiuta?
La vendita di una quota
Vincenzo De Palo, esperto immobiliare premette che: “[…] la legge dice espressamente che nessuno può rimanere proprietario - di un immobile - se non vuole. Cosa fare con la quota quindi? Io posso vendere la mia quota in qualsiasi momento, ma chi è che acquista una quota ed è disposto a dividere la casa con uno sconosciuto? […] difatti, quando si vende soltanto una quota della casa, difficilmente comprano e difficilmente riesci a vendere la quota”.
L’esperto inoltre, precisa che, in questi casi, il fratello o la sorella con cui si condivide l’immobile ereditato, godrebbe del diritto di prelazione - ossia del diritto di una persona di essere preferita nell’acquisto di un bene rispetto ad altri acquirenti e a parità di condizioni, pertanto - è necessario che, se si desidera vendere l’immobile o la quota, l’altro fratello deve esserne prima di tutto a conoscenza. Qualora non fosse avvertito e vendesse la sua quota, l’altro può sempre esercitare il riscatto della quota venduta ad un terzo; se invece venisse avvertito come da prassi, l’altro ha il diritto di accettare o meno.
La vendita dell’intero immobile
”Non vale la maggioranza - afferma De Palo - anche se gli eredi fossero tre e ci fosse una maggioranza di due contro uno, ci deve essere il permesso di tutti […]”. Qualora non ci fossero le firme ti tutti i co-titolari, “Posso rivolgermi - continua - al giudice”. Il giudice a quel punto, potrà chiedere se qualcuno desidera acquistare la quota dell’altro; se la risposta è negativa, anche per via delle troppe spese, se tra gli eredi c’è chi ha una percentuale maggiore, allora si sceglierà via quote di maggioranza per l’assegnazione dell’immobile, oppure, come ultima strada, si sceglierà ad estrazione. Qualora nemmeno l’estrazione portasse alla soluzione definitiva, il giudice potrebbe mandare all’asta l’immobile. “Il consiglio che do è: mediate e mettetevi d’accordo!” - conclude l’esperto.