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Immobiliare, affitti: le novità a Roma dopo il Giubileo

Immobiliare, affitti: le novità a Roma dopo il Giubileo

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La fine dell’Anno Santo, segna nuovamente una svolta, nel mercato immobiliare ed in particolar modo negli affitti.
Nella Capitale, aumenta l’offerta: più case disponibili e prezzi più bassi.
Diversi fattori ma più di tutti, le recenti disposizioni fiscali introdotte dall’ultima Legge di Bilancio, avrebbero portato all’interruzione dell’attività di case vacanza e dopo aver dato la priorità ai b&b, il 50 per cento dei proprietari, sembrerebbe essere tornato a preferire inquilini stabili rispetto ai turisti.

Se noi andiamo ad analizzare i dati presso l’Agenzia delle Entrate dell’anno scorso – dichiara Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale presso Unione Inquilini - registriamo un aumento dei contatti registrati, un aumento dei contratti precari rivolti agli studenti e un aumento anche della richiesta dei canoni. Allo stesso momento, il problema è tutto nell’innalzamento dei canoni, rispetto all’infrazione, rispetto ai redditi delle famiglie e questo poi si riversa negli sfratti che noi abbiamo in città. Sono infatti ogni giorno a Roma, dieci le famiglie che vengono sfrattate con la forza pubblica”.

Trovare casa in affitto negli ultimi anni era impossibile, soprattutto per i costi da sostenere.

Oggi, le previsioni per il 2026, evidenziano una riduzione dell’8 per cento sui canoni di locazione nelle zone centrali, mentre del 20/25 per cento in zone semicentrali come Eur, Flaminio, Trieste Salario, Monteverde, Bologna. Il 35 per cento invece, nelle zone più periferiche.

Ed è su questi dati che le prospettive future anticipano una svolta nel mercato.

L’aumento di offerta post Giubileo – aggiunge poi Silvia Dri, presidente FIAIP Roma - evidenzia una trasformazione profonda del mercato. Molti immobili rientrano nel residenziale con uno standard qualitativo superiore, frutto degli investimenti fatti per l’accoglienza turistica”.

Le aree più costose però rimangono comunque il centro e le zone universitarie, per la collocazione strategica e la vicinanza ai servizi di mobilità. Un evidente paradosso, se si pensa che i quartieri che ospitano studenti, dovrebbero offrire soluzioni abitative alla portata dei più giovani e delle famiglie meno abbienti.

Oggi il mercato – continua Dri - offre case riqualificate di maggior pregio. Tuttavia, per consolidare questo ritorno a lungo termine, servono certezze strutturali. Il contratto di locazione deve diventare un titolo esecutivo per tutelare il proprietario, affiancato da un piano di housing sociale che sollevi il privato da oneri assistenziali. Dobbiamo essere chiari: nel centro storico l’affitto breve ha solo occupato vuoti già esistenti. Senza un rilancio dei servizi di prossimità, nessuna riqualificazione riporterà le famiglie ad abitare il cuore di Roma. La sfida è governare questa nuova offerta di qualità con regole certe e servizi efficienti”.