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Il rifugio a Centocelle salverà i romani dal caldo?

Il rifugio a Centocelle salverà i romani dal caldo?

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Alcuni non sapevano cosa fosse, altri – più timidi di fronte alle telecamere di Radio Roma – dicono che è bello da vedere, ma al momento inutile. Di cosa si tratta? Del rifugio fito-bioclimatico, all’interno del giardino al centro di piazza dei Gerani a Centocelle, il primo della città: è una struttura in acciaio, quasi 10 x10, alta 4,4 metri, con al centro un ulivo e piante rampicanti inaugurata nel tardo pomeriggio di ieri alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

L’intervento rientra nelle azioni previste dal “Piano Caldo”: quello del rifugio è uno spazio la cui gestione viene affidata al Municipio V e che consentirà, parlando al futuro, di sedersi all’ombra degli alberi e al fresco dei nebulizzatori, potendo ricaricare anche i propri dispositivi attraverso prese elettriche. Ma oggi? Un intervento da oltre 138mila euro, salverà i romani dal caldo?

All’indomani dell’inaugurazione, lo abbiamo chiesto direttamente ai cittadini.

Centocelle, la risposta dei cittadini

Alice, con il ventaglio in mano, dice che ha caldissimo e che è impossibile uscire in questi giorni. “Anche sotto questo rifugio non si sente sollievo” afferma. Le chiediamo cosa ne pensi di questo rifugio e lei risponde: “Mi sembra molto inutile. Servirebbero fontanelle e ombra, dovrebbero nebulizzare ogni mezz’ora, ma questo non basta a chi vuole rinfrescarsi”.

E mentre Alice aspetta di essere raggiunta da qualche gocciolina dal nebulizzatore, il risultato è uno: “Io non mi sto rinfrescando, anzi devo sventolarmi da sola”.

E della stessa opinione è Matilde, che aggiunge che secondo lei, “questo posto è propaganda politica pura. Non è uno spazio di cui hanno bisogno i cittadini, Centocelle e in generale, la città di Roma. Avremmo bisogno di più alberi, meno asfalto, e non di questo quadrato dove non ci sono neanche tutti questi alberi. Non sono soddisfatta”.

La struttura svetta imponente al centro della piazza, ma i ventagli sembrano essere ancora il vecchio metodo per far muovere un po’ l’aria e far provare sollievo a chi come Matilde, a Centocelle, semplicemente chiede ombra e fresco, come alberi e riparo.

Roma, è vero, è una città dove risulta difficile piantare alberi e dove rampicanti in vaso e strutture ombreggianti possono alleviare il caldo e ridurne l’impatto. In attesa, quindi, che la natura faccia il suo corso e che, perché no, le goccioline raggiungano il suolo, il problema caldo rimane e i romani ci scherzano su. “Il mio rifugio climatico è a casa mia, con il ventilatore” conclude Matilde.