Il Papa e le donne, quale eredità lascia alla Chiesa sui ruoli femminili?
Ospite in collegamento: Cinzia Giorgio, direttrice di "Pink Magazine Italia"Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, ci ha lasciati alle 7:35 del 21 aprile, il lunedì della Pasquetta appena passata. Durante il suo papato ha nominato diverse donne in posizioni di potere all’interno del Vaticano. Una novità che ha sfiorato per certi versi la rivoluzione.
Va detto per amore di verità che per la maggior parte delle cattoliche non è per cambiato nulla. Le donne non possono celebrare messa né confessare e assolvere dai peccati. In altre parole non possono diventare nemmeno sacerdoti. Quindi la metà dei credenti è esclusa dalle dinamiche interne alla Chiesa, con pochissime eccezioni legate a contesti particolari.
Le nomine
Nel 2022 papa Francesco nomina tre donne nel dicastero per i vescovi: Raffaella Petrini, Yvonne Reungoat e Maria Lia Zervino . Nel 2024 recente suor Simona Brambilla è diventata prefetto di dicastero, cosa mai avvenuta prima. Durante il suo ultimo e lungo ricovero al Policlinico Gemelli papa Francesco ha nominato prima governatrice della Città del Vaticano, cioè Raffaella Petrini, includendo per la prima volta le donne nei Sinodi dei vescovi.
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I 209 anni dalla nascita di Charlotte Brontë
Son passati 209 anni dalla nascita di una delle scrittrici più amate della letteratura internazionale: Charlotte Brontë.
In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice di Villette, Shirley e Il professore, ma soprattutto di Jane Eyre (un vero successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile) scelse l’anonimato. Si firmò con lo pseudonimo di Currer Bell e si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice, interpretando il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi.
Eppure, nell’«ombra», racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”.
Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri.
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Jane Austen e la sua profonda conoscenza della società
Orgoglio e pregiudizio è uno dei capolavori assoluti di Jane Austen. Alla vigilia delle riprese della nuova serie Tv Netflix che uscirà nella prossima stagione vediamo insieme perché ancora oggi si rimane stregati dai rituali della società dipinta da questo romanzo, che d’amore ha ben poco, in realtà.
Jane Austen conosceva molto bene la società in cui si muoveva. Ne osservava le metodiche, le idiosincrasie e la vanità. E sapeva anche riportare nei suoi scritti la totale incongruenza di certe persone, le contraddizioni in cui si viveva e le convenzioni che stigmatizzavano certi comportamenti. Descriveva quegli ambienti e la gente che vi bazzicava con una pungente ironia, che ancora oggi ci affascina nei suoi scritti.
E l’amore? Jane Austen raccontava sempre storie d’amore? Ne siamo proprio sicure? Austen riportava solo ciò che era importante all’epoca per una donna: sposarsi, sistemarsi per evitare di diventare schiava della povertà.
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