Il mondo dell’immobiliare, allo stesso modo di molteplici altri settori, non smette mai di evolversi e, per quanto possibile con l’aiuto di norme e direttive, di adattarsi ad una società sempre più esigente. Città intelligenti, case ecosostenibili, spazi digitali utili alla compravendita e molto altro ancora.
Come si sta muovendo ora il mercato e quali saranno le nuove tendenze? A parlarne è Vincenzo De Palo, esperto immobiliare.
Si parla spesso di due campi ben definiti, in cui il settore immobiliare si sta concretamente dividendo.
“[…] Il primo - esordisce De Palo - è quello dei grandi investimenti e quindi il mercato luxury […]. E poi - il secondo è il - mercato di medio livello, tralasciando il fatto che il mercato provinciale può migliorare se migliora le proprie performance tecnologiche, digitali e così discorrendo. Ci sono vari motivi ed investimenti che potrebbero migliorare il mercato delle province, però - ciò che - possiamo trovare nelle province sono, soprattutto in questo periodo, le case indipendenti”.
A seguito del Covid-19, la tendenza ormai più radicata, è quella di cercare degli spazi nuovi che, come aggiunge l’esperto “ci possono permettere di affrontare la modernità, diciamo, sempre più tecnologica […]”. Il consiglio di chi sicuramente sa ben destreggiarsi in questo settore a tal proposito, è però quello di gestire al meglio il proprio immobile sia per quanto riguarda la vendita, sia per quanto riguarda le proprie possibilità di liquidità.
Case green: cosa succederà se entro il 2030 l’Italia non si adeguerà alle normative europee?
“E’ un contesto molto particolare quello dell'Europa - premette De Palo - ci domandiamo se l'efficientamento energetico costringerà il cittadino privato a spendere un bel po di soldi e questo è il grande dilemma […] a mio giudizio le regole del green deal, delle case green vanno cambiate perché io personalmente non penso che tutte le case in Francia e in Belgio siano pronte per recepire questo, chiamiamolo, ‘forzato cambiamento stabilito dalle regole del Green Deal’ e da queste case green, che entro il 2030 debbono esplicitarsi in maniera concreta. Perché la domanda è: chi paga?”.
La risposta potrebbe essere duplice: qualora l’Europa finanziasse tali progetti, per l’Italia non ci sarebbe alcun problema; se invece decidesse di non finanziarli, sarebbe molto più complicato di quanto sembra.
“Lo abbiamo visto con il super bonus - specifica ancora - che rientrava nella logica del Green Deal e per il quale io potrei anche essere favorevole, poi però se non si controlla, il super bonus crolla, poi ci sono i contenziosi tra condomini e ditte, poi ancora ci rimettono sempre i proprietari di condominio […] quindi bisogna fare attenzione. […] vanno cambiate le regole del green deal e delle case green perché non è ammissibile che i nostri nonni, i genitori dopo aver pagato dei mutui, dopo essersi sacrificati, debbano responsabilizzarsi per un'altra specie di mutuo?”.
Debiti e immobili: un creditore può decidere di revocare la donazione di un immobile?
Si è possibile. Il governo, come spiegato da De Palo, aveva in mente di eliminare l’azione di revoca della donazione per evitare rischi in casi di compravendita o in qualsiasi altra opportunità. Un esempio potrebbe essere il caso in cui chi ha preso un immobile comprandolo in donazione, lo debba restituire a qualcuno.
“Eliminare l'azione revocatoria - conclude l’esperto - avrebbe permesso di riattivare il mercato immobiliare delle donazioni” ma l’idea poi, non è stata portata avanti per vari motivi.