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Generazione in bilico, non solo stress: il disagio giovanile in aumento

Generazione in bilico, non solo stress: il disagio giovanile in aumento

Disagio giovanile

Adolescenza: da sempre una tappa delicata, fatta di un inevitabile cambiamento, una riorganizzazione sociale e psicologica, un allontanamento dalle famiglie e nella maggior parte dei casi anche di momenti in cui si sperimenta una forte condizione di disagio.

Un disagio che, secondo gli esperti, è sempre in crescita. Ansia, angoscia, depressione, incertezza per il futuro e mancanza di prospettive. Un peso immenso, che alle volte può condurre i giovani a pensare di farla finita.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 1 adolescente su 7 ovvero il 14 per cento dei giovani fra i 10 e i 19 anni, soffre di un disturbo mentale diagnosticabile. Una percentuale che corrisponde su per giu a 166milioni di ragazze e ragazzi nel mondo. Stando ai dati dell’Unicef invece, ogni anno nel nostro pianeta si suicidano circa 46mila adolescenti: piu di uno ogni 11 minuti.

Ma quali sono le reali cause? Quali i segnali che potrebbero avvertire sul profondo malessere?

La dottoressa Clara Emanuela Curtotti, Comitato Nazionale Psicologi EDSU, afferma che le cause sono molteplici ma: “[…] forse le più significative, sono quelle legate alla recisione delle radici culturali identitarie e i giovani si sentono persi senza queste radici. Qual è il segnale più importante di cui dobbiamo tener conto e sul quale dobbiamo allertarci per il disagio giovanile? Il ritiro sociale, ma anche l’aumento dell’aggressività con per esempio, comportamenti autolesionistici e poi il calo a picco del rendimento scolastico. Qual è la strada maestra per poterli aiutare? Innanzi tutto l’ascolto, che è la conditio sine qua non, per poter prendersi carico del disagio giovanile, ma poi, in seconda istanza, è fondamentale riattivare il desiderio. Il desiderio è veramente il canale attraverso cui noi possiamo aiutare i nostri ragazzi. La riattivazione del desiderio e delle passioni, qualunque esse siano” - conclude.

Spesso il percorso scolastico, universitario o semplicemente formativo, può risultare un ulteriore fonte di stress. In risposta al crescente disagio psicologico dei più giovani il Ministero dell’Università e della Ricerca ha avviato un lungo processo di prevenzione con numerose iniziative. Tra queste, l’Università Europea di Roma, ha scelto di offrire agli studenti uno spazio protetto di disconnessione: in altre parole, uno spazio per ricostruire la calma e l’equilibrio, lontano dalla pressione quotidiana.

L’Università Europea di Roma ha avuto l’obiettivo - dichiara Anna Contardi, docente e responsabile scientifico Progetto ProBen, Università Europea di Roma - di portare un intervento e più azioni a beneficio degli studenti universitari, per promuovere il benessere psicofisico e per consentire loro una migliore adesione al percorso universitario intanto, promuovere anche una cultura del benessere psicofisico, attraverso delle azioni specifiche per fare in modo che gli studenti possano vivere la loro età di giovani adulti nel miglior modo possibile, quindi sia a livello inter personale, sia a livello psicologico, portando benessere anche nelle varie aree di vita, quindi anche quella comunitaria, quella lavorativa”.