Le performance musicali, sono da sempre rivelative di una ricchezza nelle espressioni e nelle diverse forme artistiche che le compongono. Ogni singola nota, ogni singolo elemento, ogni singola pausa e silenzio hanno un significato fondamentale, che si intreccia con la gestualità del corpo e la percezione interiore. Chiunque pertanto, con la musica, riesce a comunicare.
Cosa significa performance, cosa significa poesia performativa per gli Ocean Länd ?
Marco Alonzi, chitarra e violoncello nelle opere degli Ocean Länd, ha affermato: “La nostra opera di poesia performativa, è semplicemente la vecchia melologia che viene applicata in un contesto moderno - come - per esempio ‘Pietro Lunaire’ di Schonberg o ‘Storia di un soldato’ di Stravinskij. Lo stile è quello, però viene messo tutto in chiave moderna: anziché con voce narrante e orchestra, solamente con violoncello effettato e voce narrante, attuando vari stratagemmi e con una musica che è molto didascalica […]”.
La sperimentazione sonora e tecnica, nonchè l’esplorazione di tutto ciò che non è convenzionale, è presente sin dai tempi più remoti, con compositori noti per le loro dissonanze “oltre i limiti”.
Alessia Lombardi, voce degli Ocean Länd, aggiunge a questo proposito che: “La modernità, sta non tanto nel riprendere e nel cambiare, ma proprio nell’approccio, un approccio che è diverso e moderno, perchè la melologia classica è una forma di narrazione. Quindi poesia performativa come narrazione. Ma ora, in questo contesto contemporaneo in cui troviamo poesia performativa anche nel poetry slam, questi ragazzi che a Teatro si sfidano a colpi di rime, un po’ come dei rapper. Questa dimensione di poesia performativa è diventata un’esigenza di introspezione per trovare una dimensione di se stessi. Non è più un modo di raccontare, non è più un modo di portare alla luce, in maniera diversa un testo. Ma è un modo per portare se stessi sotto una luce nuova […]”.
Di conseguenza, anche la performance, nel corso degli anni, si trasforma, si evolve, subisce un processo di viva modernizzazione. Non è più qualcosa che ha a che vedere con il testo e il portare in scena quest’ultimo, ma è qualcosa che decide di mettere al centro se stessi.
In una delle prime opere portate in scena dagli Ocean Länd, “Tales From Wychwood”, una raccolta di fiabe gotiche, non ci sono particolari effetti al violoncello, non c’è rock o improvvisazione. Si tratta di un esempio di melologia totalmente classica, pulita dove però la musica stessa, riesce a tirare fuori quello che la parola dice in maniera nascosta. “La parola mette dentro, la musica tira fuori […]” - dice Alessia.