All’IDI scatta l’allarme sindacale: secondo UGL Salute Lazio e il segretario Gianluca Gaeta, l’istituto accumula 60 milioni di debiti (40 milioni verso fornitori e 20 milioni fiscali) e perde circa 830 mila euro al mese. Richiesto un piano industriale serio entro la prima settimana di ottobre e la presenza al tavolo del Presidente della Fondazione Luigi Maria Monti.
UGL respinge tagli su personale e ipotesi di "spezzatino" patrimoniale: "L'IDI non si svende, sarebbe l'ennesimo errore strategico." E rilancia: "Il personale dell'IDI garantisce ogni giorno un'assistenza di altissimo livello in un centro di eccellenza e non può essere trattato come una mera voce di costo su cui tagliare per far quadrare i bilanci." La criticità del 70–75% di incidenza del costo lavoro, aggiunge Gaeta, non è colpa degli stipendi: "Ora, se la quota del personale incide su circa del 70-75%, non è perché i lavoratori guadagnano troppo, ma perché la gestione non è stata in grado di saturare la produzione e di risolvere il problema del budget convenzionato con la Regione Lazio."
Capitolo indotto: lettera ai fornitori sulla composizione negoziata della crisi congela i crediti pregressi. Monito UGL: "I fornitori non sono macchine e dietro ogni azienda fornitrice non ci sono meri numeri o semplici partite IVA." Il rischio è un effetto domino su stipendi, occupazione e continuità dei servizi sanitari su Via dei Monti di Creta e territori collegati.