Realtà virtuale e intelligenza artificiale per combattere il Cyberbullismo a scuola: il progetto arriva a Roma
Ospite in collegamento: Gino Fanelli, Presidente di “Helpis Onlus – dal 2005 contro il Bullismo“Nel 2024 un milione di studenti, tra i 15 e i 19 anni, sono stati vittime di cyberbullismo. Un fenomeno diventato sempre più preoccupante da quando la tecnologia ha iniziato a farla da padrone nella nostra società. E soprattutto tra le nuove generazioni. E allora, per correre ai ripari, Roma ha deciso di servirsi proprio della tecnologia, nello specifico dell'intelligenza artificiale.
Parliamo di Educatamente 2.0: coordinato con l'Istituto superiore di sanità e il Dipartimento di Psicologia della Università La Sapienza, il progetto nasce per contrastare il cyberbullismo e promuovere il benessere digitale con strumenti innovativi, dalla realtà virtuale alla formazione online.
Obiettivo: estendere l'iniziativa in tutti i Municipi di Roma
La Commissione Scuola di Roma Capitale, guidata dalla presidente Carla Fermariello, sta già lavorando per estendere l’iniziativa in tutti i Municipi; per il momento ne è capofila la Asl Roma 1: "In realtà si tratta di un progetto nazionale - ha detto Fermariello - noi abbiamo coinvolto le coordinatrici pedagogiche di tutti i Municipi per far sì che possano aderire anche quelli al di fuori della Asl Roma 1. Vogliamo dare massima diffusione a un progetto gratuito e promosso da un ente pubblico con partner di altissimo livello".
La psicologa Lucia Chiappinelli, dirigente del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl Roma 1 e responsabile scientifica, punta alla costruzione di una rete stabile tra Asl, Municipi e servizi educativi della Capitale per rendere Educatamente 2.0 un sistema permanente di prevenzione e formazione sul benessere digitale.
Come funziona il progetto
Nelle scuole secondarie di secondo grado la sperimentazione prevede l’uso di visori immersivi per simulazioni che rafforzano l'empatia. L’Asl Roma 1 ha inoltre attivato un’équipe specialistica itinerante, su richiesta dei docenti, che applica pratiche riparative per favorire il dialogo tra chi agisce e chi subisce, ricostruendo consapevolezza e responsabilità.
La seconda edizione amplia il raggio d’azione alla fascia 0-6 anni, con particolare attenzione ai cosiddetti primi mille giorni e al fenomeno del ciuccio digitale. Da settembre sarà operativa una piattaforma di Formazione a distanza rivolta a pediatri, medici di base, operatori dei consultori e dei servizi sociali, per riconoscere precocemente i segnali di rischio e utilizzare strumenti di screening. L’obiettivo è raggiungere almeno 5mila partecipanti in tutta Italia e affiancare ai corsi incontri e seminari per famiglie, insegnanti e comunità educante, promuovendo un uso consapevole dei dispositivi.
Una soluzione concreta?
"Per capire meglio sarà necessario attendere i risultati concreti dopo che sarà partito il progetto - sottolinea Gino Fanelli -; l'ostacolo più grande sarà, a nostro avviso, rivolgersi ad una fascia d'età così variegata. Un adolescente di 14 anni è profondamente diverso da un giovane di 19, quindi bisognerà capire come questo progetto si rapporterà ai ragazzi con età diverse. Lo strumento decisivo rimane sempre l'ascolto: ci siamo mai chiesti perché i ragazzi di oggi parlano con Chat GPT? Perché gli adulti non sanno ascoltare. È da qui che bisogna ripartire".

