Cambia il volto della Capitale: i romani abbandonano progressivamente il centro storico, scegliendo una vita più radicata nei propri quartieri. È quanto emerge da un’indagine di Confcommercio che analizza abitudini e comportamenti dei cittadini dopo la pandemia. La diffusione dello smart working ha ridotto la necessità di spostarsi verso le zone centrali, mentre il traffico, la difficoltà di parcheggio e il degrado urbano hanno reso il cuore di Roma sempre meno attraente. Solo il 37% del campione intervistato ha dichiarato di aver fatto acquisti in centro nell’ultimo anno, contro un 63% che non vi ha messo piede. Gli acquisti più frequenti riguardano abbigliamento e gioielli, scelti soprattutto da chi dispone di redditi medio-alti. Restano le passeggiate tra i monumenti e la voglia di ammirare la città, ma diminuisce l’interesse per lo shopping. Confcommercio lancia un grido d’allarme con il manifesto “Salviamo il centro storico”: “Il cuore di Roma – si legge nel documento – rischia di trasformarsi in un far west economico, dove chi rispetta le regole viene penalizzato”. Tra le soluzioni proposte: potenziamento dei trasporti, car sharing, navette gratuite e più sicurezza. Il centro, spiegano gli esperti, deve tornare ad essere un luogo di identità e bellezza, non solo una vetrina turistica.