Il personaggio del giorno: Henry Winkler
Attore, produttore televisivo e cinematografico, comico, regista e scrittore, Henry Franklin Winkler, nacque a Manhattan, New York, il 30 ottobre del 1945.
I genitori, Harry Irving Winkler, dirigente di una segheria, e Ilse Anna Maria Hadra, erano entrambi immigrati tedeschi di origine ebraica, giunti negli States dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale, nel 1939. Il giovane Henry, mostrò precocemente interesse per l’arte e la recitazione: dopo aver frequentato la McBurney School, conseguì il diploma di laurea all’Emerson College e un Master in Belle Arti alla Yale School of Drama, nel 1970. Lo stesso College, otto anni più tardi, gli concesse un dottorato in honoris causa in Lettere.
Giornate felici…
Uno dei ruoli più importanti interpretati dal simpatico, bello, intraprendente e talentoso Winkle, è quello di Fonzie in Happy Days, la Situation Comedy televisiva statunitense di grandissimo successo tra la metà degli anni settanta e la metà degli anni ottanta. Nei panni di un meccanico rubacuori “con più di un tocco alla James Dean”, all’inizio avrebbe dovuto essere un personaggio marginale, ma visto il successo inaspettato, si trasformò in una vera e propria icona della sitcom.
Le storie proposte da Happy Days erano incentrate sui frammenti di vita quotidiana, ma soprattutto sui tipici problemi adolescenziali, sul rapporto con se stessi e con gli altri, affrontati però anche con molta ironia. Questo creava nel pubblico interesse e identificazione. Durante il decennio della sitcom, Winkler recitò anche in altri film. Gli fu proposto anche il ruolo di Danny Zuko in Grease, ma rifiutò la parte che poi venne assegnata a John Travolta.
Henry Winkler: non solo Fonzie
Dagli anni novanta, ormai sempre più celebre, fu parte del cast di diverse pellicole come Scream, Waterboy, Zohan-tutte le donne vengono al pettine. Nel 2003, insieme alla giornalista Lin Oliver, iniziò a scrivere una serie di libri per ragazzi che ha per protagonista un ragazzino di nove anni affetto da dislessia, proprio come lui.
Ciò che più viene ancora oggi apprezzato dell’attore è lo sforzo ammirevole con il quale ha proseguito la sua carriera, provando a lasciarsi alle spalle il personaggio di Fonzie, ma senza mai rinnegarlo.
Curiosità
All’età di trentuno anni, gli è stata diagnosticata la dislessia. Ben oltre quindi, le undici stagioni di Happy Days. In un estratto pubblicato da Pepole, ha dichiarato che:
“Anche mentre giravamo, all’apice della fame e del successo, mi sentivo in imbarazzo, inadeguato. Ogni lunedì alle dieci leggevamo a tavolino la sceneggiatura di quella settimana e ad ogni lettura perdevo il punto e mi bloccavo. Lasciavo fuori una parola, una riga. Non riuscivo a dare lo spunto giusto, il che avrebbe poi rovinato la battuta per la persona che faceva la scena con me. Oppure fissavo una parola, come ‘invincibile’, e non avevo idea di come pronunciarla o addirittura di come suonasse. Il mio cervello ed io eravamo su due binari diversi. Nel frattempo gli altri attori aspettavano fissandomi: era umiliante e vergognoso[…]”.
Solo quando al figliastro fu diagnosticata la dislessia, Winkler pensò che avrebbe potuto anche lui soffrire di un disturbo dell’apprendimento… e fu proprio così.