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Hair Affair, capelli e disbiosi intestinale: tutto quello che devi sapere - con Giusy Merola (VIDEO)

Hair Affair, capelli e disbiosi intestinale: tutto quello che devi sapere - con Giusy Merola (VIDEO)

CAPELLI E INTESTINO: QUAL È IL LEGAME?

Prendersi cura dei propri capelli, non è mai una questione puramente estetica. Sempre più studi infatti, dimostrano una netta correlazione con il funzionamento del nostro corpo, del nostro organismo.

Capelli deboli, cuoio capelluto irritato o caduta persistente: questi sono alcuni dei campanelli d'allarme che talvolta, hanno poco a che vedere con la 'testa', shampoo e prodotti errati; certo è che potrebbero aggravare la situazione. La chiave è spesso nascosta nell'intestino, un ecosistema complesso che influisce sull'infiammazione, sull'assorbimento dei nutrienti e, di conseguenza, sulla vitalità del cuoio capelluto.

Giusy Merola, tecnico tricologo olistico, definisce l'intestino non solo come un sistema articolato, ma soprattutto come 'un secondo cervello' e questo è un dettaglio rivelatore.

Quanto è reale il legame tra capelli ed intestino? Si può dire che una caduta di capelli inizi proprio dall'intestino?

"Andiamo a sfatare un altro mito - esordisce Merola - nel senso che - la caduta dei capelli - non sempre è dovuta a una problematica intestinale, ma può contribuire. Contribuisce in che modo? Andando ad analizzare il capello, vedendo un indebolimento dello stesso, andando a vedere che c'è un'alterazione proprio del ciclo del capello. Quello che poi è più evidente è il peggioramento di problemi cutanei, del cuoio capelluto; in altre parole che cosa andiamo a vedere? Quello che non è una causa unica, ma è un fattore di terreno, quindi l'intestino in questo caso è il terreno che predispone a tutte quelle che saranno poi le problematiche legate al capello stesso. [...] quando l'intestino si trova in quella che è la perfetta 'eubiosi', che è il contrario della 'disbiosi', l'essere umano ne trae beneficio, anche perché, negli ultimi decenni si è data molta importanza all'intestino, definendolo 'secondo cervello' o 'cervello interico', che comunica con quello che è il 'cervello primario' attraverso un nervo (il nervo vago)".

Disbiosi intestinale: cos'è e come influisce sul capello

Come specificato dall'esperta, la disbiosi, consiste in una alterazione del microbiota intestinale. Il microbiota invece, non è altro che l'insieme di batteri e ciò che compone l'intestino stesso. Un sistema immunitario. "Nel momento in cui - aggiunge - non c'è una eubiosi ma una disbiosi, il capello può avere delle problematiche e in questo caso alterare quelle che sono le famose tre fasi, la fase 'Anagen', la 'Catagen' e la 'Telogen effluvium' [...]. Una disbiosi porta ad un'alterazione di quello che è il microbiota intestinale, ci ritroviamo spesso e volentieri anche una permeabilità intestinale quindi un 'gocciolamento'; nel momento in cui questo avviene, il sangue si impregna di tutte quelle che sono le tossine liberate dall'intestino stesso e le libera, le manda in circolo nel corpo umano. Tutta una serie sistemica di questi fattori, porta anche a un'infiammazione, infiammazione sistemica o cronica nel tempo, che comunque a lungo andare l'individuo inizia a pagarne proprio il conto [...] e i capelli giustamente, iniziano ad essere opachi, iniziano ad avere un problema di incanutimento tra l'altro perché i melanociti non vanno a svolgere quella che è in pratica la loro funzione, la produzione di melanina in essere [...]".

Tra le situazioni più serie, si potrebbero riscontrare alopecie androgenetiche, problemi di assorbimento e squilibri ormonali.

Carenze vitaminiche: cosa raccontano i capelli?

"Quando abbiamo una carenza - premette Merola - è normale che poi alla fine tutto si ripercuote sulla salute in toto. Un intestino sano, vuol dire avere un'alimentazione corretta: nel momento in cui l'alimentazione non riesce a produrre le vitamine e i minerali di cui la persona ha bisogno, si fanno anche delle integrazioni aggiuntive. In questo modo ci ritroviamo comunque un capello lucido, corposo, una cute tra l'altro sana, perché se il capello ne risente, anche la cute in questo caso ha un suo microbiota e noi ce ne accorgiamo attraverso quella che è la consulenza tricologica, nel momento in cui andiamo a vedere per esempio una presenza di iperidrosi, una dermatite forfurosa, una dermatite seborroica, lì ci ritroviamo proprio in presenza di un micete che è il Malassezia [...]".

Anche l'alimentazione, secondo le parole dell'esperta, logicamente ha un ruolo fondamentale. Non sempre però mangiare bene significa automaticamente condurre uno stile di vita sano o avere un intestino regolare. Avere un intestino regolare non equivale ad avere un intestino sano. Un'alimentazione ricca di zuccheri ad esempio, ricca di farinacei, potrebbe preparare 'il terreno' per la proliferazione di forfora, l'insorgenza di dermatite seborroica o nei casi più gravi, dell'alopecia.

Grazie all'uso di una tricocamera, è possibile scoprire "la presenza di una patina - dichiara Giusy - che va ad offuscare e proprio a ricoprire quelli che sono i cosiddetti osti follicolari - le fuoriscite del capello dal bulbo pilifero - quindi là dove c'è la matrice, dove tutto ha inizio, dove c'è la papilla germinativa". Il bulbo è pertanto sottoposto ad un vero e proprio esame, che rivelerà se si trova in fase atrepsica, anemica, se ha le squame aperte, le squame chiuse e cosa racconta il flusso.

Approccio olistico: cosa fare?

Per l'esperta è fondamentale rivolgersi sempre ad un professionista, per imparare a conoscere i segnali del proprio corpo come i classici ma mai trascurabili gonfiore addominale ed intestino irritato. "Mi sento poi [...] di consigliare l'assunzione di brodo fatto con le ossa. Perché? Perché contiene minerali [...] e la salute che ne beneficia, non solo l'intestino, ma poi in toto tutta la persona [...]".