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"Rischiamo la vita ogni giorno": il grido d'allarme degli autisti Atac e la mozione in Municipio - VIDEO

"Rischiamo la vita ogni giorno": il grido d'allarme degli autisti Atac e la mozione in Municipio - VIDEO

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"Rischiamo la vita ogni giorno": il grido d'allarme degli autisti Atac e la mozione in Municipio

Ospite in collegamento: Marco Palma, consigliere per Fratelli d'Italia Municipio XI & Michele Frullo, USB - Lavoro privato e trasporti

In via Candoni, zona Magliana, c'è un deposito di mezzi Atac. Ogni giorno qui transitano mezzi pubblici e quasi ogni settimana si registrano episodi di violenza. Parliamo di quelle che sono (tristemente) conosciute come sassaiole, ovvero il lancio di sassi contro i mezzi. L’ultimo episodio risale al 3 novembre, pochi giorni dopo un altro lancio di sassi avvenuto il 26 ottobre (che aveva dato vita a uno sciopero di 4 ore degli autisti che lavorano nel deposito Magliana).

Gli atti vandalici avvengono a qualsiasi ora, di notte come anche in pieno giorno, e chiaramente allarmano i lavoratori. Uno di loro ha deciso di scrivere una lettera che è stata letta nel corso del consiglio straordinario dell'XI municipio: "Ogni mattina, quando salgo sul mio autobus alla rimessa di via Candoni, non so mai se tornerò a casa sano e salvo" si legge.

La mozione presentata in Consiglio

Nel corso del consiglio straordinario dell’XI municipio, il consigliere Marco Palma ha letto la lettera scritta dall'autista dell’Atac: "È la realtà quotidiana che io e i miei colleghi viviamo da troppo tempo, tra sassaiole, aggressioni verbali e fisiche, atti di vandalismo e un silenzio assordante da parte delle istituzioni".

E d'altronde, dopo la vicenda che ha visto la morte di Raffele Marianella, come biasimare questi lavoratori? Un sasso contro il mezzo bus può uccidere e non è più solo un modo di dire. Ma il punto, che forse lascia più di tutti l'amaro in bocca, è la sensazione di solitudine sottolineata dagli autisti: "Ogni volta che denunciamo, ogni volta che chiediamo maggiore sicurezza, ci sentiamo come voci nel deserto. Le promesse si susseguono, ma i fatti latitano. La paura più grande è che prima o poi succeda qualcosa di irreparabile. Che un collega venga ferito gravemente, o peggio".