Sono circa 6.500 gli impianti GPL domestici censiti nell’area di Roma e provincia, ma a preoccupare maggiormente è il fenomeno del sommerso, con numerose installazioni non registrate e quindi fuori dai controlli ufficiali.
Dopo l’esplosione avvenuta alla Piana del Sole, che ha causato tre feriti, la Procura ha aperto un’indagine per lesioni e crollo colposi. Gli esperti sottolineano che gli impianti, se installati correttamente e sottoposti a manutenzione, sono generalmente sicuri. Tuttavia, il rischio aumenta in presenza di perdite nelle tubazioni interne o in ambienti chiusi dove il gas può accumularsi.
Il GPL, infatti, è più pesante dell’aria e tende a stratificarsi verso il basso, aumentando il rischio di incendi o esplosioni in spazi confinati. Fondamentali quindi i controlli periodici, la corretta installazione e la segnalazione obbligatoria degli impianti sopra una certa capacità.
Le aree più interessate sono quelle non servite dal metano, in particolare la zona est della Capitale, i Castelli Romani e il litorale tra Ardea e Nettuno.