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Giovani e realtà parallele: paura e altre emozioni - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

Giovani e realtà parallele: paura e altre emozioni - con Danyla De Vincentiis (VIDEO)

Realtà Parallele

La predisposizione delle persone, alla costruzione di realtà parallele, è oggi sempre più marcata. Immergersi nell’universo digitale, dominato dalle potenti interconnessioni, potrebbe portare all’evasione delle emozioni più complesse da affrontare, dove la paura di confrontarsi con il proprio io interiore, spinge l’uomo a rifugiarsi in una dimensione inesistente.

La dottoressa Danyla De Vincentiis, psicologa e parent coach, prendendo spunto dal film fantasy musicaleFrozen - il regno di ghiaccio”, si sofferma su ciò che accade a chi vive in queste realtà parallele. “Elsa trasforma tutto ciò che la circonda in ghiaccio e questi suoi poteri, di cui lei in realtà non va assolutamente fiera, li nasconde in una realtà parallela, provando a chiudersi nella sua ‘stanza’ pur di non fare del male agli altri. Quando parlo di realtà parallela intendo che, oggi purtroppo con l’avvento dei social, a partire dagli adolescenti ma non solo, si costruiscono queste dimensioni in cui non vanno a creare relazioni con i loro coetanei o con altre persone, ma costruiscono delle relazioni falsate attraverso i social, per crearsi dei mondi che non esistono veramente”.

Perchè si costruiscono realtà parallele?

La costruzione di realtà parallele, partono sicuramente da un bisogno di essere accettati. L’integrazione, l’inclusione alle volte, richiede inevitabili difficoltà: ”[…] affrontare le proprie emozioni - continua la dottoressa - e quelle degli altri, ci porta a gestire, a imparare a modulare le nostre modalità comportamentali nei confronti dell’altro”. Diversamente, chi sfugge a tutto questo, sceglie una via più facile, la propria zona di confort, una dimensione diversa, quasi perfetta, ma non reale.

Il ruolo della paura

Da sempre la paura viene percepita in maniera negativa. Questo, potrebbe portare ad un annientamento nel tentativo di affrontarla. La De Vincentiis invece, afferma che: “La paura è un’emozione di base. Ciò significa che il nostro corpo, per istinto prova paura, e mette così in campo tutta una serie di meccanismi con cui avvertiamo un pericolo. In questo caso, la paura ci avverte di un pericolo che è però la realtà stessa. Dobbiamo iniziare a trovare gli strumenti che servono per vivere nella nostra realtà, non - strumenti - per scappare o provare a difenderci. La paura ci sta dicendo qualcos’altro. Ciò che non possiamo controllare”.

Il primo passo verso l’uscita da questo labirinto, da questa realtà parallela, è la consapevolezza, “[…] una consapevolezza di quello che stiamo vivendo - da quando- mi rendo conto che la realtà che sto vivendo, non è la vera realtà. La vera realtà è parlare con i genitori, parlare con la compagna, con gli amici, stare in società. La vera realtà è andare incontro anche nel brutto del mondo. La consapevolezza è sapersi mettere in gioco, con il bello e con il brutto” - conclude.