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“Il gioco è una cosa seria”, l'evento in Campidoglio tra confronto e dibattito - VIDEO

“Il gioco è una cosa seria”, l'evento in Campidoglio tra confronto e dibattito - VIDEO

il gioco è una cosa seria

“Il gioco è una cosa seria”, l'evento in Campidoglio tra confronto e dibattito

Ospite in collegamento: Marco Orlandi, psicologo e autore del libro "Giochi per imparare a vedere"

È triste a dirsi, ma la maggior parte degli adulti in circolazione ha dimenticato quanto sia bello (e importante) giocare. Molti associano questa attività a qualcosa di puerile, appartenente al passato, ad un tempo ormai lontano. Niente di più sbagliato. Umberto Eco, uno dei più grandi intellettuali del Novecento, aveva messo il gioco sul podio delle necessità umane, insieme a mangiare, dormire, amare e conoscere.

Il Comune di Roma lo sa bene: il 20 ottobre, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, è previsto l'evento Il gioco è una cosa seria". L'appuntamento è dalle 9.30 alle 18.30: alle varie postazioni di gioco con ideatori, psicologi e vari professionisti, si affiancheranno momenti di confronto e dibattito con numerosi esperti del settore. Presente anche il Sindaco Roberto Gualtieri.

"Giochi per imparare a vedere": una miniera d'oro per bambini (e grandi)

Tutto nasce dal nuovo libro dello psicologo Marco Orlandi, “Giochi per imparare a vedere”, che verrà presentato nel corso dell’evento: una raccolta di 90 giochi divisi in 15 categorie, ognuna legata a un’abilità visiva (movimenti oculari, coordinazione, memoria, immaginazione).

Un manuale pensato inizialmente per bambini con difficoltà dell’età evolutiva, ma che finisce per diventare essenziale per tutti, compresi genitori, insegnanti e terapisti. La tesi è semplice: giocare è la migliore palestra per crescere. Attraverso il gioco i bambini sviluppano corpo, mente, relazioni sociali e capacità visiva. Ma attenzione: il gioco deve essere libero e spontaneo, perché appena diventa obbligo si trasforma in compito e perde tutta la magia. E qui Orlandi è inflessibile: mai forzare un bambino a giocare.