In Via Bartolomeo Badoero, 51, nel cuore della Garbatella, un intero quartiere si è stretto attorno al balcone più caro: quello di Giuseppina, 99 anni portati con dignità. All’alba, la storia di questa quasi centenaria è diventata il simbolo di una resistenza civile che parla a tutta Roma.
Il popolo della Garbatella per Nonna Pina
L’appuntamento con l’ufficiale giudiziario era fissato per le prime ore del mattino, ma lo cordone umano ha sbarrato pacificamente l’accesso, senza scontri né provocazioni. Accanto ai cittadini, una presenza istituzionale compatta: il presidente del Municipio Ottavo Amedeo Ciaccheri, il presidente della commissione patrimonio di Roma Capitale Iuri Trombetti e il deputato Paolo Ciani hanno chiesto uno stop immediato e un percorso di tutela d’emergenza.
Il caso di Nonna Pina è la punta dell’iceberg di un’emergenza che stringe la capitale: da un lato migliaia di decreti di rilascio colpiscono le fasce più fragili; dall’altro, una città con appartamenti sfitti in numero impressionante, sottratti al mercato o lasciati all’abbandono da grandi proprietà ed istituti. Una contraddizione che mina la coesione sociale.
Tra l’avanzata degli affitti brevi e la fame di alloggi popolari, Roma ha bisogno di uno scudo immediato: moratorie selettive per gli sfratti dei soggetti vulnerabili, piani straordinari di riuso degli immobili vuoti, incentivi al canone concordato e un registro pubblico della disponibilità. La mobilitazione di Garbatella rilancia un messaggio chiaro a Roma Capitale: servono politiche abitative coraggiose e coordinate per trasformare l’urgenza in soluzione stabile.