Galleria Borghese, il progetto sull’ampliamento fa già discutere: Cittadinanzattiva contraria
Ospite in collegamento: Massimo De Cristofaro, Cittadinanzattiva RomaNon c'è ancora nulla di concordato ma solo un'ipotesi, eppure già se ne parla e già ci sono schiere di favorevoli e contrari. Il dibattito, tutto romano, ora verte sull'ipotesi di ampliare la Galleria Borghese: uno dei musei più frequentati di Roma, in uno dei posti più amati, Villa Borghese.
La giunta capitolina ha comunicato l’adesione all’iniziativa, che prevede un nuovo edificio accanto all’attuale museo, sul margine esterno del parco. L'obiettivo è accogliere ancora più visitatori e creare spazi espositivi, una sala conferenze e aree tecniche e di servizio.
Cosa prevede il piano
La direzione della Galleria Borghese ha affidato a Proger la pubblicazione del bando e il finanziamento della progettazione, per un importo di 875mila euro. La società selezionerà chi realizzerà l’edificio e, in cambio, potrà promuovere le proprie attività all’interno del museo. Proger è attiva in Italia e all’estero e ha curato, tra l’altro, l’impianto di climatizzazione della Cappella Sistina e la riqualificazione di Palazzo Massari a Ferrara e del Museo dell’Automobile di Torino. Il progetto è atteso per l’inizio del 2027, mentre non c’è una stima sui tempi dei lavori.
La struttura valuta l’ampliamento anche per esporre opere oggi conservate al terzo piano in un deposito definito «seconda pinacoteca», attualmente con visite sospese. Nel 2025 il polo ha registrato 630.759 visitatori, con accessi contingentati a 360 persone per volta e permanenza massima di due ore.
Lo storico Montanari: "Uno scempio"
Se da una parte abbiamo l’assessore alla Cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, che ha parlato di "ripensare la Galleria non solo come museo, ma come hub culturale", dall'altra c'è lo storico dell’arte Tomaso Montanari che ha definito il progetto "uno scempio" e ha scritto che "nemmeno uno spillo può esservi alterato senza turbarne l’equilibrio miracoloso".
Secondo Montanari costruire a ridosso del museo «è come costruire una soprelevazione sulla Cupola del Brunelleschi e fare un’isola artificiale con spiaggia nel Bacino di San Marco». Montanari ha inoltre ricondotto il tema alla riforma del 2014 del ministero della Cultura, giudicando più alto il rischio di priorità al profitto del turismo rispetto alla tutela.
Cittadinanzattiva: "Fortemente contrari"
Ad esprimere forte disappunto è anche Cittadinanzattiva Lazio, che sottolinea come qualunque ipotesi di ampliamento che comporti alterazioni dell’assetto storico e architettonico vada categoricamente esclusa. L’associazione sottolinea che il complesso costituisce un unicum di eccezionale valore, sottoposto a vincoli di tutela tra i più rilevanti del patrimonio italiano.
Secondo l’organizzazione, qualsiasi intervento che introduca nuovi volumi o modifichi l’equilibrio storico e paesaggistico del sito rischia di compromettere l’identità di uno dei luoghi simbolo della cultura e del paesaggio romano. La priorità indicata è la piena tutela del bene e del parco storico, evitando nuovo consumo di suolo e nuove edificazioni all’interno dell’area monumentale.
La posizione del Comune di Roma
Intanto, dal Campidoglio arrivano le precisazioni: è troppo presto per valutazioni definitive. Qualsiasi proposta dovrà rispettare standard di compatibilità molto rigidi e passare il vaglio dei Dipartimenti Ambiente, Cultura e Urbanistica del Comune di Roma, oltre alla Sovrintendenza Capitolina. L’amministrazione sottolinea che ad oggi non è stato presentato alcun progetto esecutivo.

