Il futuro appeso dei ricercatori e tecnologi: "Senza certezze né futuro, così la ricerca è a rischio"
Ospite in collegamento: Alessandro Sapienza, Ricercatore di III livello presso l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR
Mentre si ragiona da anni su come evitare che i famosi cervelli fuggano all'estero, arrivano risposte sul perché ciò accade. La ricerca in Italia è ancora sottovalutata, senza risorse, poco attenzionata. E benché si continui a sostenere che si sta investendo, la fotografia che abbiamo davanti racconta uno scenario completamente diverso.
Si è svolta ieri a Roma la manifestazione indetta dal Movimento Idonei ex art. 15 (MIART): i tanti presenti si sono dati appuntamento a Largo Bernardino da Feltre, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sul tema cruciale dello scorrimento delle graduatorie degli idonei nei concorsi pubblici per Ricercatori e Tecnologi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Valorizzare la figura dei ricercatori
Parliamo di professionisti giudicati idonei al livello superiore con regolari concorsi ma che, per
mancanza di fondi, non vi possono accedere.
"La ricerca pubblica è un motore di sviluppo e benessere fondamentale, ma in Italia non lo si riconosce e non ci si punta - ha sottolineato
Alessandro Sapienza - Siamo in fondo alle classifiche europee quanto a riconoscimento sociale e a stipendi. Di questo passo è difficile andare lontano e intanto i nostri
cervelli continueranno a emigrare. All'estero hanno più tutele, garanzie e soprattutto stipendi migliori".
"Chiediamo solo di essere ascoltati dal
Ministero della Ricerca - ha concluso Sapienza - mentre fino ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta. Crediamo che solo attraverso un'interlocuzione seria si può riuscire a trovare una soluzione giusta. Tra l'altro, ci si dimentica sempre che
investendo sulla ricerca si ha un riscontro concreto ed effettivo, perché non prendere in considerazione di investire meglio e di più?".