Con l’arrivo di agosto Roma si svuota e molti condomini restano semideserti, una situazione perfetta per i ladri che ne approfittano per compiere furti negli appartamenti. Così i residenti fanno rete aiutandosi a vicenda: chi resta controlla e chi è in vacanza può stare più tranquillo. Per esempio, a turno rimettono a posto gli zerbini e svuotano le cassette delle lettere, attivano chat WhatsApp per monitorare la situazione tramite telecamere e scambiarsi messaggi, per esempio chi è lontano può chiedere di controllare il suo appartamento dall’esterno o le sue telecamere.
I Carabinieri approvano il controllo di vicinato e ricordano: attenzione a quello che pubblicate sui social durante le ferie.
La rete dei cittadini contro i furti sul modello anglosassone
Comportamenti e accortezze che i cittadini romani stanno adottando sul modello del controllo di vicinato, importato ormai oltre 15 anni fa dal mondo anglosassone e oggi attivo in oltre mille città - grandi e piccole - in tutta Italia.
Sicurezza e comunità: la ricetta del "Controllo di Vicinato" raccontata da Francesco Caccetta
Ricostruire il senso di comunità, eliminare le vulnerabilità e collaborare in modo qualificato con le forze dell'ordine. Sono questi i tre pilastri su cui si fonda il "Controllo di Vicinato", il progetto di sicurezza partecipata nato nel 2009 da un’intuizione di Francesco Caccetta (Vicepresidente dell'ANCDV – Associazione Nazionale Controllo del Vicinato), Leonardo Campanale e Gianfrancesco Caccia.
In un momento storico in cui il tema della sicurezza urbana è al centro del dibattito pubblico, l'iniziativa si propone come una risposta concreta e strutturata, oggi già attiva e con ottimi risultati in quasi mille comuni italiani.
«Il progetto nasce prima di tutto per ricostruire la coesione sociale all'interno dei territori, dei quartieri e persino dei singoli condomini», spiega Francesco Caccetta. Il secondo obiettivo fondamentale riguarda la prevenzione individuale: «Insegniamo ai cittadini ad azzerare le proprie vulnerabilità ambientali e comportamentali, ovvero tutti quei fattori che orientano la scelta del ladro rispetto ad altre opportunità». Infine, il terzo pilastro riguarda il canale di comunicazione con le istituzioni: saper fare segnalazioni tempestive e davvero utili alle forze dell'ordine.
Le regole da seguire per evitare di mettersi in pericolo o di infrangere la legge
Un aspetto cruciale su cui Caccetta pone l'accento è il netto rifiuto di qualsiasi forma di "fai da te" o ronde autonome: «Importante è non prendere mai iniziative che vadano al di là di ciò che è consentito. Lo slogan del controllo di vicinato è chiaro: osserva, ascolta e chiama. Non bisogna affrontare i malviventi, neppure in flagranza di reato, né organizzare blitz o incursioni tra vicini. Bisogna limitarsi a guardare ciò che accade, possibilmente in un'ottica preventiva, e avvisare subito chi di dovere».
Il modello dimostra che la vera prevenzione parte dal tessuto sociale: laddove i cittadini si impegnano con metodo e rispetto delle regole, la sicurezza partecipata si conferma uno strumento efficace per proteggere i quartieri e restituire serenità alle famiglie.