Il Personaggio del giorno: Furio Colombo
Marco Furio Colombo, noto anche come Marc Saudade, è stata una delle figure più note del giornalismo e della cultura italiana. Nato il 1 gennaio 1931 a Châtillon, in Valle D’Aosta, da una famiglia di origine israelita, Colombo ha dedicato la sua vita soprattutto alla riflessione politica e sociale, diventando una voce autorevole e rispettata nel panorama mediatico italiano.
Colombo: un “Eco” importante
Era e continuerà ad essere uno dei protagonisti colossali del mondo dell’informazione scritta e parlata, ma in particolar modo, della vita intellettuale. Giovanissimo, conseguì la laurea in giurisprudenza e parallelamente alla pratica in avvocatura, iniziò a partecipare alla scrittura di programmi culturali della Rai. Risultò infatti vincitore di un concorso insieme ad un noto gruppo di giovani: Piero Angela, Umberto Eco e Gianni Vattimo.
Come più volte raccontato dallo stesso Colombo, con Umberto Eco ha sempre mantenuto un legame importante, solido. Entrarono assieme in Rai, crearono il DAMS di Bologna, fondarono, con altri, la casa editrice “La Nave di Teseo” e prepararono un “Dizionario del comportamento universale”.
Tra giornalismo, politica, mondo americano e diritti umani
La sua imponente carriera fu dominata soprattutto dal suo incarico di dirigente della Olivetti, in Italia e negli States, dal 1955 al 1964. Fu un grande conoscitore del mondo americano, che lo portarono ad elaborare memorabili cronache sotto l’allora presidente John Fitzgerald Kennedy, sulla guerra in Vietnam, senza dimenticare quanto trattato durante la presidenza di Richard Nixon, terminata con il noto scandalo Watergate.
E’ stato responsabile dei programmi culturali in Rai, realizzato numerosi servizi e documentari sui più importanti avvenimenti politici in diversi paesi del mondo. Ha presidiato la Fiat USA, è stato il direttore dell’Istituto italiano di cultura di New York, direttore responsabile de “La rivista dei libri” e docente di università, italiane ed internazionali. La sua brillante attività giornalistica poi, ha trovato spazio sulle più rilevanti testate come “La Stampa", "La Repubblica", "The New York Times", "Panorama", "L'Europeo", "L'Espresso".
Nel 2001, venne nominato direttore de “L’Unità”, che rinasceva dopo l’ importante fallimento dell’anno precedente. Solo nel 2005, verrà sostituito da Antonio Padellaro. Marco Travaglio, in un editoriale risalente al 2008 sulla stessa Unità, afferma che le dimissioni di Colombo sarebbero state da ricondurre alle pressioni subite dai Democratici di Sinistra per dissidi sulla linea editoriale. E’ oltretutto, uno dei fondatori de “Il Fatto Quotidiano”.
Per quanto concerne l’attività politica, divenne deputato per il gruppo dei Democratici di Sinistra-L’Ulivo, poi senatore e rieletto nella lista del PDd nel 2008. Ciò che si ricorda maggiormente in questo contesto politico-sociale è stato soprattutto il suo contributo autoriale per la legge sul Giorno della Memoria della Shoah, che si celebra ogni anno il 27 gennaio e il ruolo di presidente della Commissione Permanente della Camera dei Deputati per i Diritti Umani.
E’ deceduto ieri, il 14 gennaio del 2025 a Roma, assistito dalla moglie Alice e dalla figlia Daria. Aveva novantaquattro anni. Oggi, presso il cimitero cattolico di Roma si terranno i funerali.
Curiosità
- Colombo fu autore dell’ultima intervista rilasciata dall’immenso Pier Paolo Pasolini, pubblicata su “La Stampa”, allora diretta da Arrigo Levi, proprio il giorno prima del suo omicidio.
- E’ stato presidente nazionale di "Sinistra per Israele", l’associazione che propone di "contrastare i pregiudizi antiisraeliani, antisionisti e talora perfino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana".
- Ha conquistato numerosi premi giornalistici e nel 1990 era stato nominato dal presidente della Repubblica, Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.
- Fu anche l’autore di diversi saggi. Sceglieva molte volte controcorrente, fu un vulcano di idee fresche ed innovative, soprattutto per l’Unità, alla quale venne donata la nota striscia rossa. Nelle università insegnò per anni linguaggio radiotelevisivo.