Fiumicino, allarme cherosene: rischio cancellazioni dei voli e rincari
Ospite in collegamento: Lorenzo Contigliozzi, "Il Faro online"La chiusura dello Stretto di Hormuz pesa sulle rotte energetiche e arriva a toccare anche il trasporto aereo europeo. Il 9 aprile è atteso a Rotterdam uno degli ultimi carichi di jet fuel partiti dal Golfo prima del blocco, una tappa che segna il possibile inizio di una pressione più marcata sulla catena dei rifornimenti. A Fiumicino, snodo centrale per Roma e il Lazio, il tema del cherosene entra tra le priorità del settore in vista dell’estate, con lo spettro di rincari e possibili cancellazioni di voli.
Allerta rifornimenti per i vettori
A lanciare l’allarme è stata in modo esplicito Ryanair. L’amministratore delegato Michael O’Leary ha spiegato che il vero problema non è soltanto l’aumento del prezzo del petrolio, ma la possibilità che in alcuni scali europei venga a mancare la disponibilità materiale del carburante per aerei. In caso di protrarsi della crisi, il vettore non esclude valutazioni su tagli o cancellazioni tra giugno, luglio e agosto. Anche Lufthansa ha espresso preoccupazione per la continuità degli approvvigionamenti, confermando che la questione coinvolge un’ampia parte del mercato continentale.
Il nodo della filiera energetica
Il carburante per aerei dipende da una filiera complessa: estrazione, trasporto marittimo, raffinazione, stoccaggio e distribuzione aeroportuale. Il blocco di un passaggio strategico come Hormuz non limita solo il greggio, ma anche i prodotti raffinati diretti ai mercati internazionali. Se i flussi dal Golfo si riducono, l’Europa può attingere a scorte, capacità interne e forniture alternative, ma la sostituzione richiede tempi logistici, navi disponibili e competizione con altri acquirenti, con una pressione che cresce progressivamente sulla disponibilità del jet fuel.
Focus su Fiumicino e su Roma
Per Fiumicino, principale hub nazionale e porta d’accesso di Roma, il contesto internazionale non è un capitolo distante. Al momento non risultano criticità operative conclamate, ma il quadro per la stagione estiva resta delicato: tra prezzi destinati a salire, incertezza logistica e potenziale riduzione dell’offerta su alcune rotte. La data del 9 aprile, con l’arrivo a Rotterdam di uno degli ultimi carichi partiti prima del blocco, è diventata un punto di riferimento per le compagnie che monitorano da vicino le forniture e pianificano gli scenari per i mesi caldi.