Festa del papà, le difficoltà dei padri separati in Italia: quante tutele?
Ospite in collegamento a Non solo Roma: Massimo Meardi, Associazione Padri SeparatiC'è una legge, risalente al 2006, che ha cambiato le regole sulla cosiddetta bigenitorialità: ora si guarda all’interesse preminente del bambino, ma i numeri e le testimonianze ci raccontano uno scenario diverso, uno scenario in cui per il papà il tempo a disposizione con il proprio figlio è sempre inferiore rispetto alla madre. E allora, nella giornata dedicata al papà, 19 marzo, è più che mai necessario fare luce sulla situazione italiana dei padri separati.
Nell'Italia delle separazioni e dei divorzi all'ordine del giorno, quante tutele ci sono per i padri? Possiamo davvero parlare di diritti paritari quando di parla di genitorialità? Ogni 19 marzo i bambini consegnano con orgoglio i loro lavoretti ai papà, celebrando una giornata che dovrebbe avere il sapore della festa. Ma per migliaia di uomini separati questa giornata si trasforma piuttosto in un incubo perché percepita come il simbolo della lontananza, della solitudine, della lotta quotidiana per restare genitori nonostante tutto.
I numeri del resto parlano chiaro: non si tratta solo di un disagio emotivo e psicologico, ma anche e soprattutto economico: il 72% dei padri separati vede precipitare il proprio tenore di vita, e quasi il 30% scivola sotto la soglia di povertà relativa. Uomini costretti a dormire in auto, a elemosinare un tetto dai parenti, a vivere in condizioni di degrado, senza un aiuto concreto dallo Stato.