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Ferito durante uno speronamento, 400mila euro di risarcimento ad un carabiniere in congedo (VIDEO)

Ferito durante uno speronamento, 400mila euro di risarcimento ad un carabiniere in congedo (VIDEO)

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Ferito durante uno speronamento, Viminale condannato a risarcire carabiniere in congedo

Ospite in collegamento: avv. Ezio Bonanni, presidente "Osservatorio vittime del dovere"

Giugno 2014. Un carabiniere, alla guida di una Fiat Bravo, viene violentemente speronato tra via Prenestina e via Tor de' Schiavi. Il militare stava cercando di intervenire in via Cilicia, dove era in corso una sparatoria. Da quell'incidente ne esce gravemente ferito: trauma cranico, fratture cervicali e al bacino, con conseguenze permanenti. Ora, a distanza di 11 anni arriva la sentenza: il Viminale dovrà risarcire l'uomo in quanto "vittima del dovere".

Un iter complesso e travagliato durato un decennio e arrivato ad un punto di svolta grazie alla tenacia dell'avvocato Ezio Bonanni che, in qualità di presidente dell'Osservatorio vittime del dovere, ha fatto in modo che la vicenda avesse un epilogo diverso.

Il ministero dell'Interno nega lo status di "vittima del dovere"

All'epoca dei fatti, l'Arma dei Carabinieri aveva riconosciuto la causa del servizio, ma il Ministero dell'Interno no. L'episodio era stato definito un semplice incidente stradale e l'uomo "autista del comandante". La richiesta viene bocciata, con l'avallo del Prefetto di Roma dell'epoca e poi del Tar del Lazio, che afferma testualmente: "L'evento lesivo non appare direttamente riconducibile all'attività svolta, bensì è stato provocato da un evento accidentale ed estraneo al servizio".

La svolta arriva in Appello: i giudici di secondo grado riconoscono che lui quel giorno non era un semplice autista, ma stava svolgendo un'attività direttamente finalizzata al contrasto della criminalità, così come previsto dalla legge 266/2005. E dunque "Fu un'azione contro il crimine".