Si torna a parlare nuovamente di violenza di genere in tutte le sue forme, con l’aiuto di Eleonora Zito, Avvocato stabilito, specializzata in criminologia e psicologia forense.
Nello spazio “Criminal - mente: violenza di genere, parte seconda” di “A Casa di Amici”, l’Avvocato ha portato alla luce diversi aspetti fondamentale per comprendere la fenomenologia della violenza domestica, di genere e le numerose fattispecie vittimologiche.
Le diverse forme della violenza di genere
“Ci sono diverse forme di Violenza di genere, tra cui quella psicologica, quella fisica, la violenza economica e il fenomeno dello Stalking, che incarnano - precisa l’Avv. Zito - i segnali precursori di un comportamento pericoloso. Questi rientrano i quei reati definiti ‘Spia’, che avvertono il comportamento deviante dell’aggressore e che molto spesso possono sfociare in un reato ancora più grave: il Femminicidio”.
Come riportato nel portale online “Ministero dell’Interno”, il Servizio analisi criminale, operante all'interno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza-direzione centrale, ha monitorato l’andamento del fenomeno criminologico per poter offrire strumenti di informazione e conoscenza finalizzati alla prevenzione e al contrasto. Tramite il report “Analisi Criminologica della Violenza di Genere - Luglio 2024”, si rende noto, ad esempio, l’aumento del 5% dei maltrattamenti contro familiari e conviventi e l’11% delle violenze sessuali.
I tratti psicologici dell’aggressore
Secondo quanto sostenuto dall’Avvocato, l’Offender, ossia l’aggressore, “manifesta delle caratteristiche psicologiche ben definite”. Tra queste, l’imponente controllo sulla vittima, “oggetto di desiderio”, è spesso caratterizzato da disturbi di personalità (antisociale, narcisista, borderline, dipendente da alcool), potrebbe essere soggetto a gelosia patologica ed infine, non meno importante, potrebbe esser stato vittima egli stesso di violenza.
I tratti psicologici della vittima
Quali sono, invece, gli aspetti psicologici che caratterizzano la vittima? “La vittima, è spesso una persona che anch’essa potrebbe aver subito maltrattamenti durante l’infanzia, o potrebbe avere un disturbo di personalità dipendente e/o, a sua volta, potrebbe soffrire di dipendenza da alcool/sostanze stupefacenti. È bene inoltre specificare che la vittima, a seguito di una aggressione, manifesta: danni fisici (fibromialgia, disturbi cognitivi, lesioni) e/o danni psicologici (disturbo post traumatico da stress, ansia e attacchi di panico, depressione)”.
Contrastare il fenomeno criminologico: prevenzione, educazione e informazione
La Giustizia molto spesso, fa il suo corso in tempi brevi, come per il caso di Michelle Causo, la giovane uccisa e abbandonata in un carrello della spesa da un suo coetaneo. Il Tribunale per i Minori di Roma infatti ha condannato a venti anni di reclusione l’omicida diciassettenne, ma quali sono, al contrario, le possibili armi per eliminare a monte tale fenomeno criminologico?
“Indubbiamente - continua l’Avvocato Zito - aumentare il livello di consapevolezza nella pubblica opinione sulle radici strutturali, sulle cause e conseguenze della violenza; è necessario inoltre, puntare a rafforzare il sistema scolastico, il personale e gli insegnanti sull’educazione e la prevenzione; sensibilizzare il settore privato così come quello dei mass media sui temi del sessismo e stereotipi di genere e formare operatori e operatrici del settore pubblico e privato sociale per quanto riguarda anche la gestione dei casi di violenza contro le donne migranti, rifugiate e richiedenti asilo”.
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