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L’audizione e la scena muta: ora Fauci rischia grosso

L’audizione e la scena muta: ora Fauci rischia grosso

L’audizione e la scena muta: ora Fauci rischia grosso

A Viso Scoperto, la trasmissione condotta da Matteo Demicheli, ha dedicato buona parte della puntata all’audizione del 29 luglio di Anthony Fauci al Senato USA. In studio sono intervenuti Silvio Sposito, medico specialista in endocrinologia e medicina nucleare, e Gino Carnevale, opinionista e pubblicista, per un confronto sui rilievi emersi e sulle implicazioni per la gestione della pandemia.

L’audizione e il quinto emendamento

Fauci, per anni alla guida del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, si è avvalso del quinto emendamento in numerose occasioni durante l’audizione, con i repubblicani che hanno richiamato una pronuncia della Corte Suprema del 1896 per sostenere l’obbligo a deporre garantendo immunità per le dichiarazioni rese. Nel dibattito è stato ricordato che la tutela del quinto emendamento riguarda la non autoincriminazione in sede penale, mentre l’audizione non si svolgeva in un processo. In studio è stato inoltre citato il confronto con i senatori su domande ritenute di carattere generale, come il giorno dell’audizione o dettagli di contesto, per le quali Fauci ha ugualmente invocato la facoltà di non rispondere.

Il confronto su immunità naturale e vaccini

Il medico Silvio Sposito ha sostenuto in diretta la centralità dell’immunità naturale nei soggetti guariti dal Covid-19, affermando che una vaccinazione in tempi ravvicinati dopo la guarigione sarebbe stata inopportuna e potenzialmente rischiosa. Nel suo intervento ha rimarcato che l’immunità naturale sarebbe ampia e duratura, con anticorpi diretti contro diversi antigeni del virus, in contrasto con una copertura da lui definita parziale e transitoria delle vaccinazioni.

Il filmato mostrato in trasmissione

Nel corso della puntata è stato mandato in onda un contributo televisivo tratto dalla CNN, in cui Fauci dichiarava: “Sono molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione. Non ho niente da nascondere, posso spiegare e validare tutto ciò che ho fatto, io faccio ciò che devo fare, e cioè collaborare appieno, perché non abbiamo niente da nascondere, assolutamente.”

Reazioni e prospettive

Nel dibattito è stato sottolineato come l’audizione del 29 luglio possa riaccendere il confronto pubblico sulla gestione della pandemia e sulle responsabilità istituzionali. In studio si è parlato dell’auspicio che nuovi chiarimenti favoriscano piena trasparenza, con l’attenzione rivolta agli sviluppi delle verifiche parlamentari negli Stati Uniti.

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