Sul Ponte Spizzichino campeggia una scritta che richiama un’idea semplice: un’area a servizio della comunità. È il cuore del dibattito sulla riqualificazione degli ex Mercati Generali a Roma, dove i cittadini chiedono un progetto realmente pubblico, capace di evitare un nuovo ciclo di esclusione sociale e rincari immobiliari.
A guidare la protesta è il comitato attivo nel quartiere, che denuncia il rischio di una gentrificazione “inevitabile” con il progetto attuale. Secondo gli attivisti, la trasformazione dell’area dovrebbe garantire spazi accessibili, servizi di prossimità e un equilibrio tra interessi economici e bisogni collettivi, evitando di snaturare il tessuto sociale circostante.
Mercati Generali al centro del dibattito
Il confronto entra ora in una nuova fase, dopo la notizia dell’assemblea annullata prevista per questa mattina presso il Municipio VIII. Per i residenti si tratta di un segnale preoccupante: l’ennesima occasione mancata per discutere pubblicamente le scelte urbanistiche e valutare alternative credibili, in un percorso di trasparenza e ascolto.
I rappresentanti del territorio parlano di uno schema già visto con i tavoli di partecipazione: prima si riduce lo spazio del confronto, poi si firma la convenzione e soltanto dopo si aprono processi consultivi tardivi e poco incisivi. La richiesta è chiara: ripristinare un calendario di incontri effettivi, con documenti accessibili, cronoprogrammi verificabili e garanzie concrete su accessibilità, servizi e sostenibilità, così che il futuro degli ex mercati torni davvero “generale per la gente”.