Un convegno per analizzare i rapporti tra Europa e Africa si è tenuto presso l'università Lumsa di Roma. Ad organizzarlo è stata la Fondazione Ducci, presieduta dall'ambasciatore Paolo Ducci Ferraro di Castiglione.
Tra i relatori è intervenuto Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio e commissario per gli affari economici e monetari nella prima commissione von der Leyen. L'onorevole ha sottolineato come l'accavallarsi di tre crisi (la pandemia da Covid 19, la guerra in Ucraina e le tensioni più recenti in Medio Oriente) abbiano portato a un rallentamento della crescita nei Paesi africani e a un aumento del costo del servizio del debito. “In Africa si fa default sui servizi come salute e istruzione”, ha ricordato Gentiloni. Il problema del debito continua a sussistere. Principale creditore è la Cina, ma il credito nelle mani dei privati supera quello degli Stati sovrani.
Mario Giro, viceministro degli affari esteri nei governi Renzi e Gentiloni, nel suo intervento ha fatto un quadro sociologico dei giovani africani divenuti classe dirigente: "hanno rotto un patto di ascolto con gli anziani e sono molto più aggressivi e spregiudicati. Non credono più nella democrazia, che non ha dato buona prova di sé in Africa negli ultimi anni", ha sottolineato l'onorevole Giro.
Lucio Caracciolo, direttore di Limes, nel suo intervento ha posto l'attenzione sulle politiche coloniali ancora molto forti e sulle ingerenze politiche da parte delle potenze mondiali sui Paesi africani.
La Fondazione Ducci è impegnata nello studio e nell’approfondimento dei cambiamenti che interessano il tessuto politico, economico e culturale della società italiana ed internazionale, Favorisce il dialogo interculturale ed interreligioso ed è impegnata anche in campo artistico.