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Estate ai parchi: il riscatto culturale del X Municipio - con Michela Massimi, Erika Graziano e Raoul Carrera (VIDEO)

Estate ai parchi: il riscatto culturale del X Municipio - con Michela Massimi, Erika Graziano e Raoul Carrera (VIDEO)

estate ai parchi

Il X Municipio di Roma torna ad essere protagonista indiscusso dello scenario attuale. Dopo anni particolarmente complessi, caratterizzati da diverse carenze strutturali e da un’immagine del tutto penalizzata dalle cronache, l’interesse si concentra sulle operazioni di rilancio sociale e culturale.

In particolare, il territorio di Ostia, scommette sul proprio riscatto, attraverso ‘Estate ai Parchi’ un progetto ambizioso che punta alla valorizzare le numerose e poco conosciute risorse naturali, storiche e culturali. Lo scopo, è quello di offrire non solo ai turisti, ma soprattutto ai cittadini, un territorio ‘rilanciato’ che va ben oltre il mare.

Dalle macerie al riscatto: la scintilla che ha acceso il progetto

Erika Graziano, relazioni esterne per ‘Estate ai parchi’ assieme a Raoul Carrera e Michela Massimi, ha spiegato come il progetto nasca dal profondo legame affettivo che unisce gran parte degli organizzatori a Ostia. “[…] noi abbiamo vissuto Ostia dallo splendore fino agli ultimi tempi; […] oggettivamente Ostia ha delle problematiche, delle problematiche a volte forse un po' esasperate perché […], almeno per chi la vive, non sono così tanto plateali, però fondamentalmente Ostia non si è fatta un bellissimo nome. In realtà Ostia è un bellissimo territorio. Chi ci vive ti può dire che si vive benissimo perché abbiamo il valore aggiunto del mare, il valore aggiunto della pineta, abbiamo una storia da raccontare, quindi anche a livello culturale Ostia ha tanto da dire.

E quindi ci sembrava veramente sprecato tutto questo bene che abbiamo, lasciarlo così, lasciarlo un po' morire, non era giusto. […] Oltretutto, ecco, quest'estate con tutta la chiusura degli stabilimenti, […] la gente è meno propensa anche a livello turistico a passare per Ostia […] è stato proprio un modo per offrire qualcosa alla comunità, un qualcosa che ormai mancava da tanto tempo e che oggettivamente serve, […] serve ai turisti sicuramente, ma serve a noi cittadini per ricominciare a vivere il nostro territorio […]”.

L’ultimo faro dell'estate: la responsabilità di essere un’alternativa unica

Erika, definisce poi questa responsabilità, un vero e proprio onore. “ […] è - aggiunge - un onore poter contribuire a rivalorizzare il territorio. Sicuramente dietro c'è tanto lavoro, c'è tanto lavoro perché comunque si cerca di dare un prodotto che sia fruibile per tutti, non solo per qualcuno e quindi c'è una ricerca importante dietro, una ricerca che fosse anche mirata al territorio. […] c'è stata una ricerca e un lavoro di comunicazione importanti dietro che è durato tanto ed è stato a volte complicato. […] perché è il x municipio, quindi è decentrato rispetto al centro di Roma […]”.

Dai bambini ai nostalgici: la formula per unire le generazioni senza perdersi

Un evento di così grande rilevanza, per avere successo, deve saper parlare a tutti indistintamente. “[…] l’evento bambini del giovedì - specifica Michela - non è pensato solo per i bambini […] di tre anni, di cinque anni, no. Noi li abbracciamo tutti. Il venerdì, con la musica, abbracciamo comunque tutti. Il sabato con la comicità abbracciamo di nuovo tutti. Quindi dal bambino al nostalgico. Per esempio, la prossima settimana, […] ci sarà Cerrato nella musica […] quindi un pubblico intanto fuori Roma, perché è a livello nazionale molto conosciuto e in più giovane, giovanile. Vengono tanti bambini addirittura a vederlo, a sentirlo, è proprio una cosa bella. […] È proprio una cosa vista come un evento di famiglia, no? […] un momento di condivisione […]”.

La fame di comunità: quando il territorio risponde

Raul, occupandosi anche della comunicazione social, nelle zone di Palocco e Infernetto, ha confermato il successo di questa formula: pur venendo da fuori, è stato accolto da una comunità calorosa e partecipativa, che ha risposto presente fin dalla prima serata registrando un clamoroso pienone: “Siamo rimasti anche molto sorpresi con Erika e Michela. Ci siamo occupati appunto di queste relazioni con il pubblico. Io in particolare, non essendo del territorio, mi inserivo da fuori, no? Nonostante tutto, vi sono trovato accolto. […] La gente era molto ospitale. E non solo, anche molto partecipativa. Effettivamente abbiamo visto i risultati anche il primo sabato di spettacolo, perché abbiamo avuto il pienone. Quindi la gente, insomma, era contenta, è venuta e ci ha fatto molto, molto, molto piacere”.

L’impatto di una rassegna come ‘Estate ai parchi’, dimostra quanto la cultura e l'intrattenimento dal vivo, siano anch’esse delle leve fondamentali per la rigenerazione delle periferie urbane. In territori rimasti a lungo spenti a causa di congiunture sfavorevoli, e apparentemente privi di attrattive, oltre alle proprie risorse naturali, eventi di questa portata hanno il merito di accendere una luce nuova sul potenziale nascosto delle comunità locali. Creare spazi di aggregazione accessibili e trasversali non significa solo offrire svago, ma restituire dignità e fiducia a un intero comprensorio. La risposta entusiasta del pubblico è la prova che, quando si abbatte il muro dell'isolamento sociale attraverso la condivisione, anche le aree considerate più distanti e ‘difficili’ possono riscoprirsi vive, attrattive e profondamente unite.