La prima parte di questa nuova puntata di “A Viso Scoperto – L’informazione senza veli” è dedicata all’endometriosi e al nuovo Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi che fa del Lazio una regione all’avanguardia nella cura di questa patologia. Il Lazio, infatti, è la prima regione in Italia a dotarsi di un piano che prevede un approccio multidisciplinare e la presa in carico globale delle donne affette da endometriosi.
In studio con Matteo Demicheli intervengono Marika Rotondi (FdI), consigliere regionale del Lazio, presidente della Commissione Regionale Speciale Semplificazione Amministrativa; Sharon Alessandri, attrice, cantante e DJ e Massimo Catalucci, giornalista e presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0.
Il toccante monologo sull’endometriosi di Sharon Alessandri
"Io vorrei solo essere visibile." Con questo grido, Sharon Alessandri porta in televisione il tema del dolore invisibile e di una vita segnata da diagnosi tardive: endometriosi, adenomiosi, vulvodinia, sospetta neuropatia del pudendo, sindrome di Ehlers-Danlos e neuropatia delle piccole fibre. Dopo anni di visite finalmente arriva la diagnosi: "Mi sono sentita sollevata, non ero fuori di testa, il dolore aveva un nome finalmente." La sua storia restituisce il volto umano di una patologia cronica che intacca corpo, relazioni e futuro di maternità.
L’endometriosi: una patologia invalidante di cui si parla poco
L’endometriosi riguarda circa il 10% delle donne in età fertile: in Italia sono oltre 3 milioni. Nel Lazio, nel 2025 si contano 1.383 ricoveri per endometriosi, il 90% chirurgici (17% per forme profonde), con età media 43 anni. Malattia infiammatoria e ormono-dipendente, può colpire intestino, reni, diaframma e torace, compromettendo qualità di vita e fertilità. La diagnosi precoce resta decisiva.
Il nuovo Piano di Rete Regionale
Marika Rotondi presenta il “Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi”: una rete multidisciplinare che parte da consultori e ospedali di prossimità, integra terapia del dolore, supporto psicologico e percorsi di fertilità. Il modello include la PMA (con possibilità di preservazione ovocitaria), snellisce i passaggi, indirizza agli esami appropriati e punta sulla formazione dei clinici. Un disegno concreto per ridurre i tempi di diagnosi e l’erranza sanitaria. Un piano che ha visto la luce grazie al costante impegno del consigliere regionale Marika Rotondi: “Siamo partiti con una serie di incontri con specialisti. Il massimo esperto che abbiamo avuto qui in Italia è proprio il Professor Scambia, direttore della UOC di ginecologia ostetricia presso il Policlinico Gemelli, con lui si è avviato un lavoro profondo, insieme al Dottor Marziali, responsabile medico-scientifico del progetto nazionale endometriosi Gsdvd4.0”.
Il ruolo di “Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0”
Il Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 ha fortemente voluto questo piano di rete per l’endometriosi, seguendone la realizzazione fin dai primi passi. Associazioni come quella guidata da Catalucci sostengono le pazienti con convegni itineranti e sportelli di orientamento, mentre si chiede un rafforzamento nazionale su esenzioni, invalidità e formazione dei medici. Le parole di Alessandri restano il manifesto di una battaglia civile: "Il dolore non vi definisce, la vostra forza sì." e "C'è un dolore che non si vede, ma c'è una voce che può farlo sentire e questa voce è la mia."

Dal dibattito in studio emergono con chiarezza sia la complessità che l'impatto a 360° dell'endometriosi, sia la risposta istituzionale e associativa messa in campo con il nuovo piano regionale.
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