A Roma è emergenza furti, ladri acrobati e sempre più specializzati
Ospite in collegamento: Francesco Caccetta, criminologoSi potrebbe ormai parlare di una vera e propria "scuola": uomini (e donne) in grado di arrampicarsi e sostenere altezze vertiginose, disattivare allarmi, sfuggire persino alle telecamere. Ma soprattutto in grado di mettere a segno colpi fruttuosi, bottini importanti. Essere ladri specializzati sembra essere diventato un mestiere a tutti gli effetti a giudicare dalla cronaca romana: i furti nelle abitazioni, dopo le ondate del 2024, proseguono anche in questo inizio di 2025.
La rete di basisti e informatori
Le ultime operazioni di polizia e carabinieri hanno dimostrato ancora una volta l’esistenza a Roma di bande di malviventi che agiscono in modo differente, raggiungendo spesso lo stesso scopo. Il dubbio, che diventa certezza a guardare i casi, è che ci sia una rete di informazioni sulla quale i malviventi possono fare affidamento e che consente loro di conoscere perfettamente entità del bottino e dove viene custodito.
E se siamo stati abituati a pensare al ladro vestito di nero, incappucciato, che si muove nel buio della notte, cadiamo in errore: i furti seriali a Roma avvengono anche in pieno giorno, quando le vittime non si aspettano di essere derubate.
Fra i gruppi più attivi e pericolosi, ci sono quelli specializzati nello smurare le grate ai piani bassi: riescono a strapparle dai cardini in pochi minuti senza fare troppo rumore e spesso aggrediscono gli inquilini che vengono sorpresi a cena o già a letto. L'spetto che accomuna tutti sembra essere, tuttavia, la capacità di aprire le casseforti o portarsele via intere, usando fiamma ossidrica e scalpello.
L'importanza della prevenzione: uno strumento essenziale per tutelarsi
"Bisogna tornare a fare coesione con i propri vicini": ne è sicuro il criminologo Francesco Caccetta che, in qualità di Maggiore dei Carabinieri della Riserva, qualche anno è uscito con il libro "Controllo di vicinato". Nelle pagine Caccetta sottolinea l'importanza di fare rete con chi abita vicino a noi, controllare in caso di assenza, fare le giuste segnalazioni alle forze dell'ordine. Dunque non solo repressione, ma soprattutto prevenzione.