Ricerca nel Sito

Emergenza carceri, detenuto muore in cella a Regina Coeli: "Ennesimo lutto che si poteva evitare" (VIDEO)

Emergenza carceri, detenuto muore in cella a Regina Coeli: "Ennesimo lutto che si poteva evitare" (VIDEO)

WhatsApp Image 2025-08-07 at 14.23.04

Emergenza carceri, detenuto muore in cella a Regina Coeli: "Ennesimo lutto che si poteva evitare"

Ospite in collegamento: Donato Capece, Segretario generale del "SAPPE"

Un vero e proprio bollettino di guerra, il racconto drammatico e disumano di quello che dovrebbe essere, di regola, un percorso riabilitativo e di reinserimento nella società. Ma le nostre carceri sono ormai diventati luoghi di morte. L'ennesimo caso di cronaca che riguarda il Regina Coeli riaccende l'allarme: un detenuto è stato trovato morto in cella nella mattinata di domenica 3 agosto.

"Ancora una volta - hanno detto i sindacati - siamo chiamati a commentare una morte in carcere che forse poteva e doveva essere evitata. Più volte abbiamo ribadito che la struttura del carcere romano è in gravi condizioni strutturali e il lavoro del poliziotto penitenziario è divenuto difficilissimo”.

Sì perché il dramma non riguarda più solo i detenuti, costretti in celle anguste insieme ad (almeno) altre cinque persone, ma anche il personale penitenziario: la carenza di organico costringe questi lavoratori a turni massacranti con il rischio (concreto) di non poter sopperire alle innumerevoli emergenze che ogni giorno si registrano all'interno degli istituti. Un dramma tutto italiano che in tanti non tardano a definire "vergognoso".

Donato Capece: "Investire sulla sicurezza per avere carceri più sicure"

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), Donato Capece: “Un detenuto che muore in carcere è sempre una tragedia. È fondamentale che le istituzioni raccolgano nuovamente il nostro appello: investite nella sicurezza per avere carceri più sicure. Questo vale per Regina Coeli ma anche per tutte le altre strutture detentive laziali".

"Il corpo di polizia penitenziaria ha dimostrato, negli anni, non soltanto di costituire un grande baluardo nella difesa della società contro la criminalità, ma ha anche dimostrato di avere in sé tutti i numeri, le capacità, le risorse, gli strumenti per impegnarsi ancora di più nella lotta contro la criminalità, per impegnarsi non soltanto dentro il carcere, ma anche fuori dal carcere” ha concluso Capece.