Caldo estremo e temperature record, ma il lavoro non si ferma. Nonostante lo stop imposto dalla Regione Lazio nelle ore più calde, in molti continuano a lavorare all’aperto tra rischi e condizioni proibitive. Fino al 15 settembre l’ordinanza regionale vieta il lavoro sotto il sole tra le 12.30 e le 16, ma sul territorio il rispetto della misura resta a macchia di leopardo.
Operai, rider, agricoltori, guide turistiche e venditori ambulanti continuano infatti a operare sotto il sole cocente, spesso senza adeguate misure di protezione, con un aumento concreto del rischio di malori e incidenti. Durante l’ondata di calore, Greenpeace Italia e Cgil hanno effettuato un monitoraggio in diversi punti della Capitale utilizzando una termocamera a infrarossi per rilevare la temperatura delle superfici.
Emergenza caldo, a Roma un lavoratore su 4 a rischio: il monitoraggio Greenpeace Italia e Cgil
In zona Termini, frequentata dai rider, sono stati registrati picchi superiori agli 80 gradi. In due cantieri, tra piazza Bologna e la zona della città universitaria, le superfici hanno toccato valori tra i 60 e i 100 gradi. Valori riferiti alle superfici e non all’aria, precisano gli attivisti di Greenpeace, ma che possono influenzare il calore negli strati d'aria più vicini e aumentare l'esposizione di chi lavora a contatto con materiali fortemente irradiati.
Sono oltre 427mila i lavoratori potenzialmente esposti al caldo estremo nella Città metropolitana di Roma tra il 25 e il 27 giugno. È quanto emerge da un’analisi di Greenpeace Italia, che ha incrociato le previsioni di rischio caldo del progetto Worklimate con i dati Istat sull’occupazione.
Diverse le segnalazioni arrivate al numero verde 800 772 322 attivato dalla Cgil Roma e Lazio per denunciare il mancato rispetto dell’ordinanza regionale e chiedere assistenza. Il sindacato sollecita un rafforzamento immediato dei controlli e l’estensione delle misure di tutela per lavoratrici e lavoratori ancora esposti alle alte temperature, chiedendo inoltre ulteriori interventi di sostegno affinché nessuno venga lasciato solo di fronte all’emergenza caldo.
