Ricerca nel Sito

Elio e le storie tese: nessuno show per gente seria (VIDEO)

Elio e le storie tese: nessuno show per gente seria (VIDEO)

Elio e le storie tese

Il personaggio del giorno: Elio e le storie tese

Conosciuto anche sotto l’abbreviazione EeLST o Elii, Elio e le storie tese è un gruppo musicale nato nel 1980, per mano di Stefano (Elio) Belisari.

Belisari, frequentò assieme a Luca Marangoni e Marco Conforti, il Liceo Scientifico Einstein a Milano, luogo in cui si formò, come è noto, il primo nucleo di Elio e le storie tese. Stefano, che hai tempi studiava flauto traverso al conservatorio, compose la sua prima canzone nel 1979. Il titolo del brano fu “Elio”, nome del protagonista della stessa canzone e soprattutto, suo futuro nome d’arte.

Maggiori dettagli sulla scelta definitiva di questo nome d’arte però, non sono noti. Sì dice infatti, che più volte il cantante abbia dichiarato di voler portare questo segreto sino alla morte. Ciò che invece è più che conosciuta, è l’origine de “Le storie tese”, frase derivata dall’ espressione “c’ho delle storie pese” di Freak Antoni nel disco MONO tono degli Skiantos.

[...] col mio amico dell'università abbiamo pensato al nome più brutto possibile, che alla fine fu ‘Elio e le Storie Tese’. ‘Elio’ perché era un nome corto, come quando devi dare il nome a un cane, per cui se lo ricordano tutti [...] beh, certamente c'entra col mondo Skiantos, però là erano le ‘storie pese’, erano tutte storie di droga, robe loro. Nel caso nostro [...] ‘teso’ è molto più milanese, son sempre tutti incazzati qua [...]” - Tintoria, YouTube.

Il debutto ufficiale della prima formazione (Elio in voce e alla chitarra, Paolo Cortellino al basso e Pier Luigi Zuffellato alla batteria) avvenne a luglio del 1980, alla festa del CAF San Siro, difronte a circa dieci pensionati. Cortellino, venne ben presto sostituito da Fabio GianvecchioChiosco” in arte, e successivamente, da Dario Mazzoli, “Scaffale”, mentre la batteria andò a Roberto Sgorbati, “Cosma”. Le prove del gruppo, erano solite svolgersi proprio nella cantina della casa di famiglia di Cosma.

Trascorsi appena due anni, Elio decise bene di includere nella band anche il fratello minore di Marco Conforti, suo compagno di scuola. Sergio, soprannominato “Tanica”, che andò fra l’altro a sostituire Cosma, costretto ad abbandonare per adempiere al servizio militare.

Iniziarono ad esibirsi con le cover dei Ramones e della Steve Miller Band, oltre che con alcuni inediti e nel frattempo, si aggiunse anche una delle migliori chitarre rock del panorama milanese, Davide CivaschiCesareo”. Nell’84, parteciparono ad un provino per incidere una loro canzone nella compilation Musica Metropolitana e, tra quelle presentate, “Abbecedario“ fu la prescelta; il primo brano inciso di Elio e le storie tese!

La loro musica, è sempre stata caratterizzata (e chiaramente finalizzata) ad un umorismo pungente, satirico e alle volte anche surreale. Le sonorità abbracciano il rock con vari collage progressivi che hanno dato vita a generi differenti. Più volte si è esaltato anche le capacità della band di raccontare storie, grazie ai personaggi e a situazioni surreali che accompagnano chi ascolta in un viaggio immaginifico.

Diversi furono i brani di grande successo tra cui “Pippero che si piazza primo in classifica per sei settimane, o “La terra dei cachi, primo per otto settimane. In quasi trenta anni di carriera, troppi sarebbero gli episodi da raccontare o le hit da ricordare. Non mancarono poi momenti più tragici, da dimenticare, come la morte di Feiez, Paolo Panigada, polistrumentista della band che fu colto da un aneurisma durante un concerto.

Il loro marchio di fabbrica è da ritrovarsi per di più nella composizione ed interpretazione della sigla di Boris, acclamatissima serie tv italiana, oggi definita leggendaria. Tra i momenti più trasgressivi della storia della televisione, si ricorda il Concerto del Primo Maggio del 1991: Elio e le storie tese, iniziarono l’esibizione fingendo di cantare un altro brano per depistare la Rai. Successivamente diedero vita a una jam di pura denuncia politica e il frontman iniziò fare nomi con toni satirici. A quel punto, intervenne il grande Vincenzo Mollica