Elettrosmog: perché a Roma manca ancora l'osservatorio previsto dal regolamento?
Ospite in collegamento: Daniele Diaco, consigliere comunale di Roma CapitaleNell'era iper-tecnologica, i romani sono sul piede di guerra per la questione elettrosmog: gli impianti continuano a proliferare, ma dell'osservatorio sull’inquinamento elettromagnetico ancora non si sa nulla. Stiamo parlando di uno strumento mai attivato nonostante l’impegno formale. Intanto cresce la preoccupazione per gli effetti sulla salute pubblica e per l’assenza di una vera pianificazione sul territorio.
Il confronto alla Montagnola
Il 10 aprile scorso nella “casa del municipio VIII” alla Montagnola, il movimento “No antenne senza pianificazione” ha riunito cittadini, esperti e rappresentanti istituzionali, alla presenza del minisindaco Amedeo Ciaccheri. Al centro del dibattito la richiesta di reintrodurre strumenti certi di programmazione per l’arrivo delle nuove stazioni radio.
Il nodo della pianificazione
L’aggiornamento 2024 del Prg ha eliminato l’articolo 105 dalle Norme tecniche di attuazione, cancellando l’obbligo di pianificare gli impianti. “Abbiamo ottenuto che nel nuovo regolamento venisse inserito l’elenco delle linee guida con cui individuare i siti sensibili. Siamo invece stati messi in minoranza quando abbiamo chiesto che queste linee guida fossero accompagnate anche dalla pianificazione”, ha ricordato Nando Bonessio, capogruppo di Europa Verde.
“Alle Norme tecniche di attuazione, che tra un mese dovrebbero arrivare alla loro approvazione finale, sono state presentate 1.060 osservazioni. Più di 100 sono state quelle relative alla soppressione dell’articolo che prevedeva la pianificazione – ha osservato ancora Bonessio –. Va reintrodotto l’articolo perché farlo significa rivedere anche il nuovo regolamento”.
Coordinamento e competenze: a che punto siamo?
Tra le criticità segnalate emerge anche il tema del coordinamento amministrativo. “Manca una cabina di regia in ambito istituzionale, anche internamente all’amministrazione capitolina. Non si parlano tra municipi e dipartimenti – ha fatto notare il consigliere pentastellato Daniele Diaco –. Inoltre, la competenza, oggi del dipartimento attività produttive e del dipartimento urbanistica, deve tornare ad essere di quello ambiente, dove lavorano persone che hanno competenze adeguate e possono porre l’attenzione sulle conseguenze che la diffusione delle antenne ha sulla salute”.
L’osservatorio che non c’è
Il regolamento indica la creazione dell’Osservatorio entro 90 giorni dalla sua approvazione nel 2024. Lo strumento dovrebbe esprimere pareri anche su campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale sugli effetti dell’inquinamento elettromagnetico.
Il tema è arrivato anche in aula municipale. Il 14 aprile nel Municipio IX una mozione per sollecitare l’attivazione dell’osservatorio è stata respinta; provvedimento analogo è stato bocciato nel Municipio IV. “Una maggioranza priva di coraggio ha bocciato con astensione il sollecito al sindaco di istituire l’osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico prevista dal regolamento comunale” ha commentato Carla Canale, capogruppo municipale della lista civica Raggi.