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Bimba di nove mesi uccisa nel napoletano: la voce del professionista cinofilo - con Andrea Liburdi (VIDEO)

Bimba di nove mesi uccisa nel napoletano: la voce del professionista cinofilo - con Andrea Liburdi (VIDEO)

Cinofilo

Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio scorso, Giulia Loffredo, bimba di soli nove mesi, è deceduta nella sua abitazione ad Acerra, nel napoletano. Secondo la prima ricostruzione del padre, sarebbe stata aggredita dal cane di famiglia, mentre dormiva accanto a lui nel letto matrimoniale. Tale versione è stata più volte oggetto di analisi e numerosi sono stati i sospetti sollevati per la scena del crimine.

Diverse sono anche le polemiche in merito alla questione del cane, dando per scontato sin da subito che la razza fosse davvero quella del pitbull e dando per assodato che questo, fosse per natura appartenente ad una razza aggressiva. I miti da sfatare pertanto, sono imponenti ed è necessaria una divulgazione chiara e precisa.

Andrea Liburdi, Istruttore, formatore, Responsabile ASI Lazio Cinofilia, ha infatti detto che: “Noi professionisti cinofili, per poter giudicare l’azione di un cane, dovremmo avere la necessità di essere presenti in quel momento, quindi di vedere la fragranza, eventualmente, del reato. Come quando qualcuno ci chiama e ci dice che il cane ha un problema: se noi non vediamo con i nostri occhi, non riusciamo a leggere i messaggi del corpo del cane. E’ complesso poi dare dei consigli. […] innanzitutto è importante fare delle precisazioni: chi dice che questo cane è un pitbull? Noi leggiamo ‘bimba sbranata da un pitbull’. Il pitbull è una razza di tipo terrier; il terrier, in questo caso pitbull, non è riconosciuto dall’ENCI che è l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, che detiene il registro delle nascite, delle cucciolate dei cani con pedigree.

In Italia questa razza non è riconosciuta. Partendo da questo presupposto e dal fatto che il cane non aveva un microcip, quindi una carta di identità, la domanda che io mi pongo è ‘è un simil pitbull?’ Perchè dico questo? Perchè la genetica è importante e di conseguenza, dire ‘un cane ha aggredito la bambina’ forse è più corretto di ‘un pitbull ha aggredito una bambina’”.

Ciò su cui l’esperto, pone successivamente l’attenzione è il fatto che come in questo caso, ma anche in tanti altri balzati agli onori della cronaca, così come nelle vicende comuni della nostra quotidianità, si parla tanto di aggressività. L’aggressività, come afferma il professionista Cinofilo Liburdi, è una caratteristica naturale del cane. Il punto focale è il perchè si sviluppa fortemente e a causa di chi. La risposta è: l’uomo.

Con uno sguardo al passato, il confronto rispetto ai cani dei nonni, viene spontaneo. Un tempo gli animali venivano trattati in quanto tali. “Oggi purtroppo - continua - l’umanizzazione del cane ha portato a cambiare addirittura anche la genetica, la razza dei cani […]. L’aggressività è una dote naturale del cane. Se poi l’uomo, la sviluppa in maniera negativa, perchè spesso si adottano o si comprano cani per far contento il bambino a Natale, non si ha nessuna esperienza nella gestione dell’animale, si creano - in questo modo - problemi sia alla famiglia che al cane […] prima di comprarlo o adottarlo rivolgetevi sempre a un professionista: se non conosciamo la genetica, la storia del cane, non sappiamo quella razza del cane per cosa è stata creata!”.

Nella maggior parte dei casi accade quindi che, per capriccio o anche forte desiderio, si decida di adottare un cucciolo. Ma il vero desiderio sta nel pensare a come crescerebbe nell’ambiente in cui viviamo noi, se siamo realmente in grado di prendercene cura. E’ necessario conoscere la razza, la storia, la genetica prima di tutto. “Se il cane - aggiunge ancora Liburdi - non esce e si tiene in giardino o in casa, è sbagliato, perchè il cane sviluppa territorialità e possessività e quindi, non sarà mai un cane che si aggiorna. Si aggiorna andando a spasso tre volte al giorno, annusando […] è come per noi leggere il giornale […].

Se io dovessi consigliare ad una famiglia qual è un cane adatto per stare con padre madre e figlio, io vi dico Amstaff o Pitbull […] perchè questo è un cane che centinaia di anni fa è stato selezionato per combattere con gli altri animali affianco all’uomo quindi è perfetto, ma è non indicato per la socializzazione con gli altri cani. Il nostro mestiere non è quello di educare o addestrare un cane, ma è quello di istruire il proprietario.” - conclude.