Le stime sono ovviamente parziali ma, se confermate, avrebbero l'effetto di un autentico tsunami sull'economia laziale: almeno 150 mila lavoratrici e lavoratori del Lazio rischiano il posto a causa dei dazi decisi dall’amministrazione Trump che potrebbero generare perdite per oltre 250 milioni di euro, colpendo in particolare tre settori chiave dell’export laziale: farmaceutico, agroalimentare e meccanico-elettronico.
L'allarme è della Cgil e riguarda l'intero territorio regionale anche se l'impatto rischia di essere particolarmente grave anche su Roma dove ad andare in crisi è, secondo le previsioni condivise dal Campidoglio, anche la grande distribuzione che, complice la scelta del gruppo Carrefour di disinvestire dall'Italia, mette in stand by migliaia di addetti alle vendite che dovrebbero cambiare datore di lavoro. Una crisi, quella dei centri commerciali, che nasce certo dalle decisioni del colosso francese ma che in realtà rispecchia una fase di profonda trasformazione che presto potrebbe riguardare l'intero comparto.
E se fino a qualche tempo fa poteva apparire improponibile una defaillance della grande distribuzione, altri comparti strategici dell'economia laziale rischiano di andare in sofferenza per il rallentamento dell'economia certificato pochi giorni fa dall'Istat: è il caso del comparto farmaceutico, per il quale si stima una contrazione delle esportazioni tra il 10 e il 20% nel medio periodo, mentre per l’agroalimentare la riduzione potrebbe superare il 15-20% e la meccanica rischia invece un calo del 5-10%.