Stamane, dalle 7,30 alle 9,30, gli stabilimenti balneari di Ostia si presentavano in ordine sparso allo sciopero di questa mattina: le due ore di chiusura, dalle 7.30 alle 9.30, per protestare contro il governo sulle prossime gare per mettere a bando le concessioni marittime demaniali, non hanno avuto, come da previsione, un largo seguito. A proclamare lo sciopero sono le associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti, ma non Federbalneari che a Roma rappresenta più di 40 stabilimenti sui 67 presenti a Ostia, quasi tutti gli stabilimenti risultavano aperti. “Il governo sembra essere consapevole dell’urgenza del tema – ha spiegato Massimo Muzzarelli presidente di Federbalneari -, per questo non si è voluta penalizzare la clientela”. Il problema da risolvere è il riconoscimento da parte del Campidoglio di indennizzi per il valore immateriale e aziendale ai titolari che dovranno lasciare gli stabilimenti l’anno prossimo, quando le concessioni saranno messe a bando. In gioco ci sono milioni e anche il futuro del bando. I balneari hanno già chiesto un incontro all’assessore al Patrimonio Tobia Zevi per chiedere due tipi di indennizzi: uno riguarda le strutture materiali come locali, chioschi, cabine, lettini e ombrelloni. L’altro l’indennizzo immateriale, che riguarda il brand e il valore storico dello stabilimento. In questo caso i balneari chiedono che sia calcolato caso per caso.