Vendevano a Roma e in altre città italiane cocaina, hashish e marjuana attraverso canali social, come Telegram e Instagram.
Dai clienti si facevano pagare su wallet digitali (anche in forma di criptovalute) , che poi venivano riciclati. E spedivano la droga acquistata tramite corrieri. Gravemente indiziate di vendita e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, tre persone sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Roma-Eur e della Sezione Criptovalute del Comando carabinieri Antifalsificazione monetaria, in esecuzione di un'ordinanza, emessa dal gip di Roma su richiesta della procura. Uno solo di loro è accusato anche di riciclaggio e autoriciclaggio. Il tutto a conclusione di una di un'articolata attività investigativa, diretta dai pm del dipartimento "Criminalità diffusa e grave" La base logistica del gruppo criminale, accertata attraverso attività di osservazione e pedinamento, era costituita da un appartamento ubicato poco fuori Roma, all'interno del quale la sostanza stupefacente veniva stoccata, confezionata in plichi, bollata con apposite etichette dei servizi postali e spedita tramite corrieri. IN questa base logistica sono stati rinvenuti e sequestrati 15 Kg di hashish; 1 pistola semiautomatica "browing" cal. 9 con matricola abrasa; 6 flaconi di Rivotril e 5 bombe carta.