"C'è droga nell'aria", non più solo un modo di dire: alla Bufalotta record di cocaina nell'atmosfera
Ospite in collegamento: Alessandro Miani, presidente SIMA - Società Italiana Medicina AmbientaleSe fino ad oggi era solo un modo di dire goliardico (neanche troppo scherzoso), ora i numeri ci raccontano di una vera e propria realtà: la droga circola davvero nell'aria e a Roma ce n'è anche parecchia. Secondo il Progetto Psico, inserito nel report del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Roma registra il valore più alto in Italia di cocaina nell’aria. Il record quest'anno se l'è "guadagnato" la Bufalotta, dove è stata rilevata una concentrazione di 1.174 pgm³ di sostanza stupefacente nel particolato atmosferico.
Come è stata condotta l'analisi
L’indagine è stata condotta con il contributo del Dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dell’Istituto di Scienze polari del Cnr, del Dipartimento della Presidenza del Consiglio, dei carabinieri del Ris di Parma e di dieci Arpa-Appa. Lo studio ha misurato la presenza di sostanze psicotrope nell’aerosol urbano analizzando le polveri sottili Pm10. Nel report si legge: "la cocaina è risultata la sostanza piu pervasiva essendo stata rilevata nel 100% dei campion analizzati, con una concentrazione mediana nazionale pari a 190 pgm³".
La campagna di rilevazione, avviata nella primavera 2025 e conclusa l’inverno scorso, ha coinvolto tre stazioni nella Capitale: oltre alla Bufalotta, monitorate le aree di Cipro e Fermi. Tutti i campioni sono risultati positivi non solo alla cocaina, ma anche a thc e ketamina. Dai dati emerge che le concentrazioni di cocaina aumentano durante la settimana lavorativa, dal lunedì al venerdì, rispetto ai fine settimana. Il thc mostra invece un andamento opposto, con livelli superiori nel weekend. La ketamina mantiene livelli di presenza nel Pm10 tendenzialmente omogenei e costanti durante tutti i giorni della settimana.
Esposizione passiva a livelli minimi
Il report affronta anche la questione dell’esposizione passiva. Alla Bufalotta, dove si è registrato il picco nazionale, «calcolando la quantità di sostanza assunta giornalmente nel sito con la massima concentrazione di cocaina registrata, ovvero Roma Bufalotta, si ottiene un valore di 0,0235 mg che corrisponde allo 0,016% di una dose media di uso personale stimata in 150 mg. Tale evidenza - tranquillizza l’analisi - permette di affermare che la quantità respirata è ampiamente inferiore a qualsiasi dose per uso personale".