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Next - Speciale Ucraina, Donato: "Usa e Russia d'accordo: Zelensky fuori dai negoziati"

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COPERTINA DONATO UCRAINA

Lunedì 24 febbraio 2025 ricorre il terzo anniversario del conflitto russo-ucraino, un dramma umanitario che ha causato centinaia di migliaia di vittime. In occasione dell'appuntamento Radio Roma, in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha trasmesso in prima serata "NEXT - SPECIALE UCRAINA", il format di approfondimento giornalistico condotto da Davide G. Porro, riunendo esperti nazionali e internazionali per analizzare lo stato attuale della guerra, discutere le prospettive di pace e valutare il ruolo degli attori globali.

Francesca Donato: "Gettate le basi per la pace fra Usa e Russia"

A fornire una preziosa "fotografia" della situazione attuale, a tre anni dall'avvio delle ostilità e dopo la svolta rappresentata dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, è stata l'ex europarlamentare Francesca Donato.

"Proprio ieri il vicepresidente Vance è intervenuto con un lungo post su X in cui ha spiegato che molto di quello che si legge sui giornali in realtà non è attendibile" ha esordito Donato. "Le cose certe sono che c'è stata questa lunga telefonata fra Putin e Trump, nella quale hanno messo le basi per una futura collaborazione e hanno deciso di sgelare i rapporti".

Per Donato questa rappresenta "la prima grande notizia, cioè il disgelo e la riabilitazione della Russia rispetto all'Occidente a partire dagli Stati Uniti, e questo è fondamentale per una serie di ragioni perché fino a ieri la Russia è stata demonizzata non solo dall'opinione pubblica ma soprattutto dalla politica occidentale a partire da quella americana, europea e poi dei governi nazionali".

I punti da rispettare per la possibile pace in Ucraina

La prima telefonata è stata il preludio all'incontro di Riad fra i due rispettivi delegati, il ministro degli Esteri russo Lavrov e Rubio per il governo americano, dove come ha ricordato Donato sono state messe sul tavolo le questioni fondamentali per lavorare alla pace.

Fra questi, "il fatto che l'Ucraina non entrerà nella Nato e il fatto che non ci sarà una una forza Nato a condurre il peacekeeping, cioè a mantenere poi la pace una volta interrotto il conflitto ma qualsiasi attività di questo tipo dovrà essere fatta da Paesi a livello autonomo, che saranno sia Paesi 'amici' dell'occidente che Paesi più sul fronte russo, e queste sono diciamo le due cose sicure".

"Poi si sa che Donald Trump ha proposto al governo ucraino un accordo per lo sfruttamento del 50% delle terre rare del territorio ucraino" ha aggiunto Donato, ricordando che "gli Stati Uniti hanno dato dei finanziamenti a fondo perduto, mentre l'Unione Europea ha dato sia quelli ma soprattutto prestiti, e quindi ritiene doveroso per il popolo americano avere la restituzione in qualche modo dei soldi versati e anche una garanzia in termine per eventuale sostegno futuro".

La situazione di Zelensky

Rubio ha riferito che Zelensky avrebbe accolto di buon grado questa prospettiva, salvo poi affermare in pubblico che non firmerà questo accordo.

"Questo ha creato molto disappunto nel governo americano. Sempre di più, sia Stati Uniti che Russia ormai non ritengono più Zelensky un interlocutore autorevole, affidabile e legittimo e quindi una delle condizioni che è entrata sul tavolo è che si tengano le elezioni in Ucraina" ha concluso Donato.