Disturbi alimentari in aumento tra i giovanissimi: come intercettare il disagio?
Ospite in collegamento: dott.ssa Gaia Vicenzi, psicologa e psicoterapeutaFino a qualche anno fa, quando si parlava di disturbi del comportamento alimentare, si tendeva a pensare che riguardassero una specifica fetta di società: ragazze, magari adolescenti, o comunque donne. Una patologia che riguardava un genere specifico, con modalità quasi sempre intercettabili: rifiuto del cibo, tendenza all'autolesionismo, ossessione per la magrezza.
Oggi sappiamo che non è così, o meglio: oggi abbiamo uno scenario nettamente diverso e per certi versi ancora più allarmante. A soffrire di disturbi alimentari sono anche i maschi e il disagio sembra apparire sempre prima. I numeri ci parlano di casi che riguardano addirittura bambini sui 10, 11 anni d'età. Cosa succede alle nuove generazioni? E cosa dobbiamo fare per intercettare il disagio?
I numeri della patologia e l'incidenza
I dati dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù testimoniano un aumento del 64% di nuovi casi dal 2019: si è, infatti, passati dalle 138 diagnosi del 2019 alle 226 del 2024. Andando ancora di più nello specifico, c'è un'incidenza rilevante di anoressia nervosa e Arfid (ossia il disturbo evitante-restrittivo dell'assunzione di cibo) che dal 2019 sono rispettivamente aumentate del 68% e del 65%.
Numeri che tratteggiano due aspetti importanti: la necessità di intervenire con protocolli mirati, ma anche quella di andare più a fondo per capire cosa sta cambiando nelle nuove generazioni, quali sono i bisogni dei giovani, cosa si sta sottovalutando.
Nel video le riflessioni e gli approfondimenti con la dott.ssa Vicenzi.