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Dispersione scolastica nel Lazio: un fenomeno che deve far preoccupare - VIDEO

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Dispersione scolastica nel Lazio: un fenomeno che deve far preoccupare

Ospite in collegamento: Carlotta Bellomi, Responsabile Scuola di "Save the Children"

Se abbiamo considerato la dispersione scolastica un problema lontano nel tempo, qualcosa appartenente ormai a un secolo fa, ci siamo tremendamente sbagliati. Anche oggi, nel 2026, tanti (troppi) giovani decidono di abbandonare gli studi: per la precisione, sette studenti su cento nel Lazio non arrivano al diploma. I numeri arrivano dalle ultime rilevazioni Istat e sono numeri che fanno preoccupare, soprattutto se guardiamo alle differenze tra zona e zona. E allora emerge in maniera ancora più netta anche un altro problema: l'emarginazione delle periferie.

Il quadro nel Lazio e lo studio di Save The Children

La dispersione si manifesta già nella fase che segue la scuola media, con giovani che interrompono il percorso e finiscono fuori dai circuiti di istruzione e formazione. Il fenomeno appare locale e stratificato: le condizioni del contesto incidono sulla continuità della frequenza, sull’apprendimento e sulla reale acquisizione delle competenze di base.

Secondo uno studio di Save the Children, a Roma il divario è ancora più marcato. Nel quartiere Trieste, dove meno del 2% delle famiglie vive in potenziale disagio economico, l’abbandono precoce si ferma al 5,4% contro una media comunale del 9,5%. Valori bassi anche a Nomentano, Salario, Flaminio e Appio Latino, tutte aree sotto il 6%.

All’opposto, in aree periferiche e fragili, la rinuncia agli studi cresce. Alla Magliana più di un ragazzo su quattro (27,9%) lascia la scuola prima del diploma e quasi due su cinque (38,7%) non studiano né lavorano. A Santa Palomba l’uscita precoce tocca il 21,6%, a Tor Cervara il 18,9%, a San Lorenzo il 18,1% e alla Romanina il 16,9%. Numeri che mostrano come il territorio pesi in modo decisivo sui destini educativi.

Una sola soluzione: investire in formazione e sostegni economici

Per arginare il fenomeno, molte scuole restano aperte anche nel pomeriggio con iniziative come il progetto comunale Scuole aperte. Sul versante della formazione professionale, Città metropolitana ha firmato con Roma Capitale e Cna un accordo per rafforzare 42 corsi dedicati all’artigianato, con il coinvolgimento anche di brand come Bulgari, rivolti ai ragazzi tra 14 e 18 anni.

"L’obiettivo è offrire ai giovani opportunità concrete di inserimento nel mondo del lavoro e contrastare la dispersione scolastica - spiega Daniele Parrucci, consigliere delegato alle Politiche della formazione - attraverso percorsi sempre più in linea con le esigenze reali delle imprese".

La Regione Lazio ha inoltre avviato il programma ioStudio, con circa quattro milioni di euro per borse di studio agli studenti delle superiori e un contributo base di 150 euro per le famiglie con Isee fino a poco meno di 16mila euro. Dal ministero arrivano segnali di cauto ottimismo: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parla di "risultati in miglioramento", pur rilevando che resta elevata "la percentuale di dispersione fra giovani stranieri".